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"benché non sia mia professione"
Michelangelo e il disegno di architettura
La mostra di Casa Buonarroti presenta alcuni dei più
bei disegni architettonici che Michelangelo abbia realizzato nell'arco
della sua vita. "Benché non sia mia professione",
scrive Michelangelo in una lettera... ma questi disegni ci permettono
di leggere la complessità delle sue procedure di progettazione
e la sua eccellenza in quest'arte
Questa grande rassegna dei più bei
disegni di architettura di Michelangelo presenta tutte le opere
ospitate a Vicenza presso il Centro Internazionale di Studi d'Architettura
Andrea Palladio nella prima tappa della mostra, ma è arricchita
da altri, fondamentali fogli del Buonarroti che non è stato
possibile portare a Vicenza.
Ad accogliere i visitatori sarà lo stesso Maestro proposto
in un grande dipinto cinquecentesco che lo raffigura nel suo studio.
L'antica tela sarà idealmente messa a confronto con un
sorprendente "ritratto dal vivo" di Michelangelo, opera
del fotografo Pino Guidolotti: una inedita serie di immagini digitali,
montate in sequenza, del celeberrimo busto di Michelangelo, realizzato
da Daniele da Volterra ed esposto in originale in Casa Buonarroti
nella "Camera della Notte e del Dì".
Nelle quattro sale espositive a piano terra e in un'ampia sala
al primo piano della Casa Buonarroti si avrà una visione
ravvicinata ed intensa dei più importanti disegni michelangioleschi
di architettura.
Nella straordinaria edizione fiorentina, la mostra presenta ben
39 disegni originali; inoltre, un ampio apparato didattico multimediale
consentirà di verificare la genesi delle architetture michelangiolesche,
dal primo momento creativo sino all'opera compiuta.
Da una mostra come questa emerge una dimensione nuova dell'artista.
"Nelle sue architetture - afferma Howard Burns che, con Caroline
Elam e Guido Beltramini, ha curato la mostra - Michelangelo scrive
poesia. In senso letterale perché non è raro trovare
versi appuntati dal Maestro accanto agli schizzi di architettura,
quasi ad esprimere di getto l’emozione sorta dall’aver
'inventato' forme armoniche, poetiche appunto. Ma anche perché
si serve, nelle sue architetture non di figure scolpite, ma di
capitelli e basamenti, luce e ombra, che evocano i grandi temi
poetici della Vita e della Morte, dell'Amore, del Tempo e della
Fama".
Michelangelo architetto è stato grande, grandissimo, interprete,
assolutamente all'altezza di quanto ha raggiunto in pittura, scultura
e poesia.
L'approfondita ricerca scientifica che ha preceduto questa fondamentale
mostra ha portato anche a numerose nuove scoperte. Da questa esposizione
e dagli studi raccolti nel catalogo, edito da Marsilio, emerge
un Michelangelo ancora più "titanicamente poeta",
afferma Burns.
Tra le numerose novità, la scoperta del primo disegno di
architettura oggi conosciuto del Maestro, un foglio con schizzi
sul recto e sul verso, prima solo attribuito e ora documentato
di sua mano.
Burns, con l'ausilio di nuove tecnologie digitali, ha scoperto
il disegno originale di mano di Michelangelo sotto il ripasso
a inchiostro di un suo allievo, e sullo stesso foglio un’annotazione
di misure espresse in braccia fiorentine, anch'essa autografa
del Maestro.
Lo studioso ha inoltre dimostrato che il verso di questo disegno
raffigura, della chiesa fiorentina di San Felice in Piazza, il
progetto degli addobbi per la festa annuale della chiesa. Michelangelo
passò poi il foglio all'amico Jacone che aveva avuto l'incarico
di lavorare a questi effimeri ornamenti.
Le ricerche (che, nei secoli, su Michelangelo architetto sono
state meno intense che sugli altri aspetti della sua arte) hanno
anche portato ad assegnare a lui un edificio sino ad oggi ritenuto
di architetto anonimo del Cinquecento, il Palazzo di Baccio Valori,
oggi noto come Galli Tassi, in via Pandolfini a Firenze.
Riunire tante opere originali di questo livello non è stata
impresa facile.
Determinante è risultata la costante condivisione del progetto
tra il Centro Internazionale di Studi di Architettura "Andrea
Palladio" e la Fondazione Casa Buonarroti.
La direttrice dell'istituzione, Pina Ragionieri, che ha lavorato
a fianco dei curatori nella elaborazione e costruzione dell'iniziativa,
così ne parla: "Dobbiamo riportarci a tempi abbastanza
vicini a noi per vedere compresi e valutati nel loro intrinseco
valore i disegni di architettura; e l'esposizione voluta dal Centro
Internazionale Palladio, alla quale la Casa Buonarroti si è
con impegno e partecipazione associata, si rivela molto utile
anche in questo senso. Qui si parla infatti di disegni d'architettura
di Michelangelo e se ne mostrano esempi insigni proclamandone
l'intrinseco valore. Qui si celebra la forza e la bellezza del
progetto in sé. La Casa Buonarroti possiede il numero più
alto al mondo di disegni di architettura di Michelangelo; ecco
una occasione degna e ottima per parlarne e per farne conoscere
la portata al pubblico delle persone colte, anche se non esplicitamente
addette ai lavori".
Non meno preziosa la disponibilità del Gabinetto Disegni
e Stampe degli Uffizi di Firenze e delle raccolte inglesi dell'Ashmolean
Museum di Oxford e della Christ Church della stessa città,
che hanno prestato per le due sedi fogli di grande rilievo finora
mai esposti in Italia.
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Dove:
Casa Buonarroti, Firenze |
Periodo:
dal 16/12/2006
al 19/03/2007 |
Orari:
lun-dom 9.30-14.00
martedì chiuso |
Info: www.casabuonarroti.it
tel. 055-241752 |
Biglietti:
intero € 6,50
ridotto € 4,00
scuole € 3,25 |
Curatori:
La mostra è a cura di Guido
Beltramini (CISA Andrea Palladio), Howard Burns (Scuola
Normale Superiore, Pisa), Caroline Elam (Londra), che
ne hanno affidato l'allestimento all'architetto Umberto
Riva, con Monica Manfredi |
catalogo:
Il catalogo, edito da Marsilio
(Venezia), è a cura di Caroline Elam, per quindici
anni direttrice del "Burlington Magazine"
(1987-2002), la più prestigiosa rivista mensile
di storia dell'arte al mondo, e recentemente "Andrew
W. Mellon Professor" al Center for Advanced Studies
for the Visual Arts della National Gallery di Washington
(2002-2004), e "Kress Fellow" al Courtauld
Institute of Art di Londra. |
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