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Manfredi. Autobiografia della Memoria
In settembre l'Archivio di Stato di Firenze ospita un'occasione
davvero unica per conoscere l'arte di Manfredi, un 'post-macchiaiolo'
molto alternativo. In mostra 30 ritratti degli 'dei di un Olimpo
di idee, di musica, di gesti, di azione, di poesia' e quattro
grandi acrilici sul tema del bosco
La mostra "Autobiografia della Memoria" è un'opportunità
più che rara per ammirare le opere del pittore Manfredi,
alla vigilia dei suoi 80 anni.
La mostra, allestita dall'architetto Luigi Cupellini, vedrà
esposti 30 ritratti di celeberrimi personaggi delle arti, della
letteratura, della musica e della filosofia (tutti realizzati con
la tecnica dell'acrilico su masonite in formato cm 120x130) oltre
a quattro grandi acrilici "fuori tema" col Leitmotiv del
bosco.
L'esposizione è un tributo ai miti dell'anima manfrediana:
Bach, Tolstoj, Cechov, Dostoewskij e molti altri. Con essi Manfredi
ha un legame ideale molto profondo, nonostante appartengano tutti
al passato, a eccezione dell'astrofisica e amica Margherita Hack.
Sono i protagonisti della sua autobiografia mentale perché
attraverso le loro opere hanno donato a Manfredi emozioni uniche
e stimoli creativi.
I dipinti in esposizione saranno affiancati da pannelli riportanti
aforismi dell'artista e di alcuni intellettuali che ha ritratto
e definito 'dèi di un Olimpo di idee, musica, gesti, azione
e poesia': Nietzsche, Kafka, Rilke, Pessoa...
Accompagnerà la mostra un prezioso catalogo hard-cover, Manfredi.
Ritratti e Aforismi (pp. 88, euro 24), che sarà presentato
venerdì 8 settembre alle ore 10 da Giorgio Bonsanti e Giorgio
Seveso, nella Sala Ferri di Gabinetto Vieusseux in Palazzo Strozzi
(Firenze).
Il volume, edito da Polistampa, riproduce a colori i trenta ritratti,
in intero e particolare, e riporta tutti gli aforismi manfrediani.
A settembre avremo dunque un'opportunità unica di conoscere
Manfredi in tutte le sue sfaccettature: come artista, ma anche e
soprattutto come uomo.
Le opere, gli aforismi scelti e i soggetti dei ritratti ci svelano
i suoi gusti musicali, letterari, filosofici e la sua personalità
alternativa, che emerge anche attraverso il catalogo dove egli,
rifiutando il supporto dei critici, assume personalmente il ruolo
e la responsabilità di "autocritico" mostrando,
cosa alquanto infrequente, come un artista si veda allo specchio.
Nota biografica
Al secolo Manfredi Lombardi,
l'artista ha sempre voluto identificarsi solo col primo nome. È
nato nel 1927 a Firenze, dove ha fondato nel 1960 la "Nuova
Corrente" insieme Xavier Bueno, Sirio Midollini, Leonardo Papasogli,
Bruno Pecchioli, Giuliano Pini e Piero Tredici. Si definisce "post-macchiaiolo",
ma è anche un personaggio dal profilo romantico, basti osservare
i suoi ritratti di personalità dell'epoca, caratterizzati
da un fondo molto scuro in cui dà risalto soprattutto ai
volti investendoli di luce.
La sua arte è figurativa e trae ispirazione soprattutto dalle
emozioni che i soggetti gli trasmettono nel profondo. Ciò
che lo caratterizza, oltre alle indubbie capacità raffigurative,
è il suo andar controtendenza, il fatto di non aver mai ceduto,
non essersi lasciato trascinare dalla corrente, continuando a vivere
con coerenza.
Questa esposizione passerà alla storia perché evento
davvero raro; l'esistenza di Manfredi è difatti caratterizzata
dalla riservatezza e dall'isolamento.
Nel 1975 ha optato per una sorta di esilio volontario, sia ideale
che fisico: si è ritirato come un asceta sulle montagne boscose
del Mugello, dove si è costruito una casa-studio in legno,
per sfuggire alle delusioni della città frivola e mondana
e alle imposizioni del mercato artistico.
È solo su pressione di un mecenate (un committente straniero,
suo appassionato collezionista, che vuol mantenere l'anonimato)
che Manfredi ha concesso di manifestarsi al pubblico dopo svariati
anni. Egli espone, più che per cercare "visibilità",
per chiudere un ciclo di lavoro che a volte può durare numerosi
anni.
Il rimanere fuori dalla "mondana bottega" della sua città
- ne è consapevole - gli potrebbe costare l'essere dimenticato
ma, nonostante la sua scelta di vivere isolato e la sua diffidenza
verso la critica, è comunque ben noto agli esperti del settore.
Basti considerare la fitta rete di amicizie importanti che sono
attese all'inaugurazione e i numerosi interventi critici inerenti
alla sua persona e alle sue opere (in molti hanno scritto di lui,
tra cui De Grada, De Micheli, Giannelli, Novi, Lepore, Natali, Paloscia,
Seroni, Volpe, Federici, Marsan, Budigna).
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Dove: Archivio
di Stato, Firenze |
Periodo:
dal 09/09/2006
al 01/10/2006
PROROGA AL 08/10/2006
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Orari:
feriali 10.00-19.00
domenica 10.00-13.00 |
Info: tel.
055-7328043 |
Biglietti:
Ingresso gratuito |
Catalogo:
Manfredi. Ritratti e Aforismi
ed. Polistampa 2006
pp. 88, cm 24x31, € 24,00
ISBN 8859600464
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Note:
Progettazione e realizzazione Eventi
Pagliai col sostegno di Archivio di Stato e Gabinetto
Vieusseux e col patrocinio di Regione Toscana, Comune
e Provincia di Firenze |
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