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Botticelli, Verrocchio e oltre. Disegni italiani del Quattrocento
dalle collezioni reali di Dresda
Inaugura a metà settembre all'Istituto Universitario
Olandese di Firenze una mostra dedicata al prezioso fondo di disegni
tardogotici e rinascimentali del Kupferstich-Kabinett der Staatliche
Kunstsammlungen di Dresda, approdati nelle collezioni dei principi
di Sassonia tra Settecento e Ottocento
Apre a metà settembre all'Istituto
Universitario Olandese di Firenze una mostra che per la prima volta
in assoluto rivela al pubblico il prezioso fondo di disegni tardogotici
e rinascimentali conservati nel Kupferstich-Kabinett der Staatliche
Kunstsammlungen di Dresda, una delle più ricche collezioni
di opere d'arte su carta nel mondo.
Si tratta di una cinquantina di fogli di artisti dagli inizi del
XV secolo fino ai primissimi del Cinquecento dei vari ambiti regionali
italiani, finora poco conosciuti e per la maggior parte inediti,
entrati a far parte delle collezioni dei principi di Sassonia tra
il Settecento e l'Ottocento.
Negli ultimi anni questo nucleo storico è stato oggetto di
studi appositi che hanno permesso alla curatrice della mostra Lorenza
Melli e autrice del catalogo di proporre molte nuove attribuzioni
per questi fogli per lo più classificati come anonimi negli
antichi inventari.
Il progetto di catalogazione è stato sostenuto dal Centro
Nazionale delle Ricerche tedesco (DFG) e patrocinato dal Kunsthistorisches
Institut in Florenz (Max-Planck-Institut).
Nella mostra, promossa dall'Istituto Universitario Olandese
di Storia dell'Arte, Firenze e dal Kupferstich-Kabinett der
Staatliche Kunstsammlungen di Dresda, i disegni sono presentati
con uno svolgimento cronologico e geografico articolato in tre ambiti
geografico-culturali di riferimento, l'area padana, toscana,
e umbro laziale.
Siamo accompagnati a compiere un viaggio immaginario nell'Italia
del Quattrocento attraverso le tracce lasciate dagli artisti sulle
carte.
Tenendo presente che si tratta di un collezione assemblata in epoche
e con criteri diversi e non di una selezione appositamente operata,
le opere nel loro insieme forniscono una visione veramente rappresentativa
della grafica italiana nel Primo Rinascimento, tra capolavori e
fogli di bottega, studi preparatori, schizzi, disegni dal modello,
derivazioni e copie.
Sono presenti molti dei maggiori artisti entro tutto il secolo e
toccati i principali centri della produzione artistica quattrocentesca.
L'area padana-lagunare è rappresentata a Bologna da fogli
di Giovanni da Modena, Lorenzo Costa, Francesco Francia e Raimondi,
a Verona e Padova da Stefano da Verona, Parenzano, Falconetto, la
scuola lombarda da Agostino da Lodi e dall'ambito bramantesco,
quella veneziana dal Carpaccio e Basaiti.
La scuola fiorentina, la più rappresentata, da Benozzo
Gozzoli, Verrocchio, Botticelli, Filippino Lippi e Ghirlandaio,
mentre l'area umbro-laziale da Signorelli, Pinturicchio, Berto di
Giovanni, la bottega peruginesca e Antoniazzo Romano.
Come si è detto, molti dei nomi di questi artisti vengono
proposti per la prima volta. Tra le scoperte più importanti
e sorprendenti vi è lo studio per la Testa di un bambino
di Sandro Botticelli, o il Suonatore di flauto di Lorenzo Costa,
come pure i due strepitosi cartoni riferiti ad un artista meno noto
seppur notevole, Antoniazzo Romano.
Fogli di grande qualità che vanno ad affiancarsi ai bellissimi
e più famosi disegni della Madonna di Verrocchio, o gli Studi
di figura di Lippi e Signorelli.
Al gruppo eccezionale di Dresda è stato aggiunto un piccolo
nucleo di fogli importanti di proprietà del Gabinetto Disegni
e Stampe della Galleria degli Uffizi, che permettono sia in catalogo
che in mostra un confronto scientifico e visivo con i disegni di
Dresda finora poco conosciuti o in gran parte inediti, utile ad
un loro migliore inquadramento e intendimento.
Infine vengono presentati alcuni fogli particolarmente significativi
che finora erano ritenuti del XV secolo, ma che sono stati riconosciuti
non pertinenti al periodo considerato o all'ambito italiano.
Una caratteristica particolarmente avvincente dei disegni quattrocenteschi,
posseduta anche dal nucleo esposto, è la varietà di
materiali utilizzati dagli artisti per mettere su carta i propri
pensieri, progetti e ricordi, ricorrendo ampiamente sia alle punte
metalliche, costituite da leghe d'argento, di piombo, di stagno,
a volte d'oro, sia alle penne e ai pennelli con vari tipi d'inchiostri,
ottenuti dalla cenere, dalle galle di quercia e dal fumo.
Un elemento che rende particolarmente allettanti i disegni di questo
secolo è l'impiego delle caratteristiche 'carte preparate',
cadute in disuso all'inizio del XVI sec. Sulle carte prima
di essere disegnate veniva stesa una tempera colorata sul fondo
per far risaltare gli effetti luministici delle pennellate di bianco
di piombo.
L'inaspettato elemento cromatico, che apporta un tocco di vivacità
alla austera espressione grafica solitamente monocromatica, è
enfatizzato dall'occasione fornita dalla mostra di accostare
i fogli colorati di rosso, blu, celeste, verde, marrone e varie
tonalità di grigio, normalmente conservati per la estrema
fotolabilità all'interno delle antiche cartelle di
cuoio della storica collezione.
Nel catalogo, oltre alle proposte attribuzionistiche dei disegni,
è presentato un approccio particolarmente attento alle problematiche
tecniche e materiche per le quali si è fatto ricorso ad una
estesa campagna di indagini scientifiche nei Laboratori di restauro
del Kupferstich-Kabinett e della Gemäldegalerie Alte Meister
di Dresda.
Sono anche presentati i risultati di una nuova ricerca dedicata
al riconoscimento dei materiali nelle carte preparate e nelle punte
metalliche, concentrata su sette disegni della collezione, tra i
quali Verrocchio, Filippino e Signorelli.
I fogli sono stati sottoposti alle misure con microfascio di Protoni
(PIXE) nel Forschungszentrum Rossendorf di Dresda con lo scopo di
definire i dati tecnici delle opere in questione e di ampliare la
conoscenza nella pratica degli artisti considerati, anche in vista
di ulteriori studi a cui contribuiscono parallele ricerche intraprese
da altre collezioni pubbliche nel mondo sul materiale grafico in
proprio possesso.
Una parte delle informazioni fornite dall'analisi delle carte
come supporto dei disegni sarà incluso nel Database of Watermarks
and Paper of Prints and Drawings.
Questo database è stato di recente sviluppato per l'Istituto
Olandese, che da anni ha posto, tra le sue specifiche attività,
anche quella di centro studi e luogo espositivo per il disegno e
la grafica.
Il livello degli artisti presentati nella mostra e le molte novità
emerse durante la sua preparazione sono tra gli elementi in perfetta
sintonia con il programma di ricerche e con la prestigiosa serie
di mostre che l'Istituto ha ospitato anche in passato.
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Dove: Istituto
Universitario Olandese di Storia dell'Arte, Firenze |
Periodo:
dal 15/09/2006
al 05/11/2006 |
Orari:
tutti i giorni 11.00-18.00
lunedì chiuso |
Info: tel.
055-221612
www.iuoart.org |
Biglietti:
- intero € 5,00
- ridotto € 3,50
- gratuito bambini fino a 6 anni |
gruppi:
- min. 10 / max.15 persone
- € 4,00 a persona
- è richiesta la prenotazione da lunedì
a venerdì dalle ore 11.00 alle 13.00 |
Catalogo:
Ed. Centro Di
(collana dell'Istituto Olandese Italia e i Paesi Bassi.
Cataloghi)
a cura di Lorenza Melli |
Curatori:
Lorenza Melli |
Note: Enti
promotori
Istituto Universitario Olandese di Storia dell'Arte,
Firenze
Kupferstich-Kabinett, Staatliche Kunstsammlungen Dresden.
Mostra realizzata con il
sostegno di
Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi
Ars Longa Stichting
Comune di Firenze
Heineken Italia S.p.A.
Stichting I Cinquecento
Stichting Retourschip
Organizzazione
Istituto Universitario Olandese di Storia dell'Arte,
Firenze |
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