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Antonio Corpora. Antologica dagli anni '40 al 2004
La Galleria Poleschi di Milano ospita un'importante mostra antologica
curata da Luciano Caramel con trenta lavori di Antonio Corpora,
artista scomparso due anni fa
La Galleria Poleschi Arte riapre la stagione con un'importante
mostra antologica curata da Luciano Caramel sui lavori di Antonio
Corpora. Sono esposte circa trenta opere di rilevanza storica,
realizzate dagli anni '40 fino alla morte, avvenuta nel 2004.
Nella caratteristica tensione tra forma e colore, dramma ma anche
conquista della pittura contemporanea, prendono vita magistrali
oli e pastelli su tela, cartoncino e cartone.
La luminosa pittura di Corpora si è sviluppata con autonoma
originalità, fuori delle mode, come ci rivelano i lavori
presenti in mostra: il dipinto Senza titolo degli anni '40 e le
tre tele del decennio successivo rappresentano il suo periodo
più vivo; altrettanto una Composizione ancora postcubista,
informaleggiante, un Paesaggio del 1957 e Come una volta, dell'anno
seguente. Più numerose, e sempre di alta, scelta qualità,
le opere dei successivi decenni, tra cui si segnalano La speranza
di pace del 1970, I segni sulla parete del 1975, Finestra del
1986, La porta rossa e Luna e laguna del 1988.
Per l'artista l'astrazione significava "ritorno alla conquista
dei simboli", con l'impiego di un colore, centralissimo nella
sua pittura non figurativa, che riprendesse il dialogo con la
natura dal punto di vista emotivo e sensoriale. La contemporaneità
di Corpora sta perciò in questa tensione tra linguaggio
astratto e contenuto concreto.
Il percorso espositivo si chiude infine con l'attività
degli ultimi anni del maestro, assolutamente fertile, come testimoniano
i suoi lavori estremi: Mattina a Venezia del 2000 e Viaggio nel
Bosforo del 2001.
Accompagna la mostra un catalogo edito da Poleschi Arte con testi
di Luciano Caramel e Luciano Caprile.
Nota biografica
Antonio Corpora è stato uno dei protagonisti dell'arte
italiana del '900, spesso in prima fila nel dibattito culturale
artistico nazionale. Nato a Tunisi nel 1909 da genitori italiani,
studia nella locale Scuola d'arte. Nel 1929 si trasferisce a Firenze,
dove in Palazzo Bardi tiene la sua prima mostra personale. Guardava
allora a Modigliani, a Soutine e alla grande tradizione francese.
Sulla scia di quelle preferenze va nel 1930 a Parigi, dove vivrà
fino al 1939, suscitando l'interesse di Zborowski. In quegli anni
compie alcuni viaggi e soggiorni in Italia, a Milano, dove conosce
Carlo Belli e Gino Ghiringhelli della Galleria del Milione, e
si avvicina a metà del decennio all'arte astratto-geometrica.
Al Milione espone con una personale nel 1939. La sua pittura,
veloce, cromaticamente viva, era tornata alla figurazione.
Nel secondo dopoguerra è a Roma e diviene amico di Guttuso.
E' il momento della sua adesione al neocubismo, che gli consente
una scansione più libera e articolata dell'immagine, sempre
peraltro segnata dal suo cromatismo. E' allora che partecipa al
"Fronte Nuovo delle Arti", movimento artistico che si
proponeva di rinnovare l'arte italiana (la sua prima denominazione
fu significativamente quella di “Nuova secessione artistica
italiana).
Più tardi, tra il 1952 e il 1954, è con Afro, Birolli,
Moreni, Morlotti, Santomaso, Turcato e Vedova tra gli "Otto
pittori italiani" fiancheggiati criticamente da Lionello
Venturi. Con loro espone nel 1954 alla Biennale di Venezia, dove
sarà presente più volte, nel 1956, 1960, 1962 e
1966, con sale personali, e l'anno dopo ottiene il premio della
Quadriennale di Roma.
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Dove:
Galleria Poleschi, Milano |
Periodo:
dal 26/10/2006
al 22/01/2007 |
Orario:
mar-sab ore 10-19
dom-lun ore 16-20
chiuso il giorno di Natale e dal 30 dicembre all'8 gennaio |
info:
tel. 02-86997098
www.poleschiarte.com |
Biglietti:
ingresso gratuito |
Catalogo:
ed. Poleschi Arte
testi di Luciano Caramel e Luciano Caprile
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Curatore:
Luciano Caramel
Luciano Caprile |
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