EXHIBITIONS.IT - Mostre d'arte a Firenze e non solo - Art shows in Florence and beyond
EXHIBITIONS.IT - Mostre d'arte a Firenze e non solo - Art shows in Florence and beyondAl Palazzo Mediceo di Seravezza i Percorsi Paralleli di sei scultrici in Versilia

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Percorsi Paralleli.
Materiali forme linguaggi di sei scultrici in Versilia

Una collettiva di scultura al Palazzo Mediceo di Seravezza affianca sei artiste che vivono e lavorano in Versilia: la lucchese Elena Bianchini, la milanese Laura Frigerio (Yaya), la bolognese Giovanna Sciannamé, la veneta Silvia Vendramel, le latino americane Maria Gamundi e Silvina Spravkin


Percorsi paralleli è il titolo della collettiva di scultura organizzata dall'Assessorato alla Cultura di Seravezza e allestita nei locali espositivi di Palazzo Mediceo.

In mostra le opere di sei artiste che vivono e lavorano in Versilia. "Sei artiste di vario temperamento – spiega Franco Carli assessore alla cultura del Comune di Seravezza – di diversa formazione e differenti linguaggi espressivi accomunate dalla volontà di farsi interpreti e testimoni di questo tempo, delle sue inquietudini e delle sue contraddizioni, e con pari intensità di rivelare la bellezza che si nasconde nel quotidiano della vita, nei rapporti, affetti e ricordi che sono fondamentale lascito della nostra umanità".

"Le loro strade – aggiunge Carli – pur così distanti, hanno seguito virtualmente dei percorsi analoghi e quasi paralleli che le hanno condotte qui, nelle sale armoniose e severe del palazzo dei Medici, per intessere un dialogo e per raccontarci ciò che hanno visto, sentito, amato e sofferto, per renderci partecipi della loro realtà e dei loro sogni".

Attraverso il marmo, la pietra, la creta ed altri materiali - come vetro o fibre di carbonio plasmati con tecniche di avanguardia - le artiste ci aiutano, così, a comprendere percorsi formativi, creativi ed umani differenti.

Visitando la mostra si entrerà nell'universo di Elena Bianchini, da sei anni rivolta alla scultura dopo essersi dedicata alla pittura e ad altre arti minori; la magistrale tecnica di Laura Frigerio (Yaya) che riconosce nella terracotta la sua espressione artistica, dopo un passato di illustratrice di libri per ragazzi e di grafica pubblicitaria; si comprenderà lo spirito della forza plastica dei nudi in bronzo e marmo di Maria Gamundi, che ha profonde radici latino-americane; si conoscerà la formazione creativa della pittrice e fotografa bolognese Giovanna Sciannamè; si confronteranno idee e concetti appartenenti a paesi diversi diversi, come Messico e Guatemala, che nelle sculture dell'argentina Silvina Spravkin entrano in contatto; e prenderemo confidenza con il lavoro,di Silvia Vendramel che sviluppa nella sua ricerca artistica un vigoroso astrattismo, contaminato da influenze neo pop.



Note biografiche

Elena Bianchini nasce a Lucca nel 1935 ma vive a Pietrasanta dal '92. A Lucca consegue il diploma all'Istituto d'Arte A. Passaglia e prosegue poi gli studi alla scuola di pubblicità L. Cappiello a Firenze. Dagli anni '60 agli ani'80 si dedica alla pittura. Negli anni seguenti s'impegna in attività minori come la decorazione di porcellane per prestigiose ditte quali la Richard-Ginori. Dal 2000 sceglie di dedicarsi alla scultura realizzando opere di grandi dimensioni in terracotta e bronzo. Le sue opere sono presenti in collezioni private in Italia e all'estero.

Laura "Yaya" Frigerio
è nata a Brescia nel 1955, vive e lavora tra Milano e Camaiore. Yaya vive il richiamo della sensibilità artistica da sempre grazie alla mamma pittrice. Dopo gli studi artistici illustra libri per ragazzi, si occupa di fotografia, lavora come grafica diventando poi art-director. Apre una sua agenzia pubblicitaria a Milano che dirige per circa quindici anni. Inizia quindi un percorso spirituale riconoscendo nella terracotta la sua espressione artistica. Importante per la formazione della sua sensibilità oltre che del mestiere, è la frequentazione dello studio di Anselma Ferrari, maestra d'arte a Milano. Diventa così una scultrice a pieno titolo, abile a mettere in esecuzione una magistrale tecnica che esalta la forza delle sue opere.

Maria Gamundi è nata a Caracas, in Venezuela, nel 1952. Ha studiato presso la Pratt Istitute di New York e, dal 1970 al 1973, alla Scuola del Libro di Urbino. Nel 1973 arriva a Pietrasanta e impara la lavorazione del marmo presso lo studio di Lido Bovecchi. Contemporaneamente esegue i primi lavori in bronzo. Durante lo stesso periodo conosce lo scultore e pittore americano Earl C. Neiman, con cui si sposa nel 1975. Insieme realizzano vetrate in diverse chiese della Versilia e sculture di marmo, tra le quali il S.Giuseppe Lavoratore ed il rilievo Resurrezione (ora entrambi a Bamberg in Germania). Da allora vive e lavora fra Monteggiori e Pietrasanta. Ha tenuto numerose mostre personali in Italia, Europa, Stati Uniti e America Latina. Ha partecipato anche a molte mostre collettive internazionali di scultura, importanti sia in Europa che negli Stati Uniti. Nel 1988, e poi di nuovo nel 1996, espone le sue sculture a Camaiore, con il patrocinio del Comune. Dal 1999 inizia la sua collaborazione con la galleria De Twee Pauwen, in Olanda, paese nel quale tiene numerose mostre collettive e personali. Dai suoi nudi femminili prorompe una forza plastica, esaltata da una particolare sapienza dei materiali e da una istintiva gioia di vivere che ben traduce lo spirito delle sue profondissime radici latino-americane. Le sue opere si trovano presso collezioni pubbliche e private in Italia, Venezuela, Canada, Germania e Stati Uniti.

Giovanna Sciannamè è pittrice, fotografa, docente di corsi di aggiornamento per insegnanti di educazione all' immagine e convegni sulla creatività. Vive e opera a Bologna.

Silvina Spravkin è nata a Buenos Aires in Argentina nel 1954. Tra il 1970 e il 1974 ha studiato con lo scultore Leo Vinci a Buenos Aires. Nel 1975 collabora alla realizzazione di costumi e scenografie in alcune produzioni cinematografiche argentine. Nel 1976 si trasferisce a Pietrasanta, dove inizia a lavorare il marmo e il mosaico veneziano. L'anno seguente si reca in Egitto, per approfondire e studiare le culture nord-africane. Nel 1978 partecipa al LXVII Salon Nacional de Buenos Aires. Nel 1982 continua i suoi viaggi di studio in Messico e Guatemala, assimilando idee e concetti di quelle culture che troveranno applicazione nei suoi nuovi lavori di mosaico e scultura. Attualmente vive e lavora a Pietrasanta. Le sue opere sono presenti in molte collezioni private in Europa, Nord e Sud America.

Silvia Vendramel è nata nel 1972 a Treviso. Vive e lavora in Toscana. Nel 1994 segue un corso di disegno presso la Fondazione Ratti, Como. Nel 1996 si diploma all'"Ecole Pilote Internationale d'Art et de Recherche" (E.P.I.A.R.), presso la Villa Arson di Nizza, Francia. Nel 1998 si pubblicano i suoi lavori sulla rivista "Arte tra - Periodico di Architettura", nn.8/9/10, mentre nel 2004 realizza la copertina del libro "Anime mute in corpi espressivi" di G. Mareso. Le opere degli anni '90 sono assemblaggi realizzati con oggetti provenienti dal repertorio autobiografico dell'artista, per lo più giocattoli che s'insediano nello spazio con ironica casualità e impongono un tempo della visione rarefatto, amplificato da una messa in scena teatrale, in cui la luce è insieme veicolo di comunicazione e fonte di isolamento del soggetto. Attualmente Silvia Vendramel sviluppa nella sua ricerca visiva un vigoroso astrattismo, contaminato da influenze neo pop, evidenti nella serie Smarties (2003). Le forme che scaturiscono provengono dall'immaginario del consumo quotidiano. Il colore scandisce il ritmo della visione, veicola lo sguardo dell'osservatore, colpito dalle lisce superfici di pigmento puro, brillante, iperreale. L'artista si avvicina agli oggetti, li circoscrive, perde le tracce del loro contesto d'origine. Le sue sculture vivono questo progressivo abbandono dal dato reale: i cactus, le zolle, i giardini dei cipressi superano il referente naturale, organico, suggeriscono un potenziale, una messa in scena di idee e forme pure. Alluminio, ceramica, resina, ferro, acciaio, kevlar e fibra di carbonio sono i materiali di cui l'artista si serve per sperimentare la lenta pratica di sottrazione della materia, forzandoli in direzioni eterogenee fino a trovarne il ritmo e la struttura interiore.



Dove:
Palazzo Mediceo,
Seravezza (LU)
Periodo:
dal 04/11/2006
al 01/01/2007
Orari:
mar-dom ore 15.30-19.30
lunedì chiuso
Info:
tel. 0584-756100
Biglietti:
intero € 5,00
ridotto € 3,00





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