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Cézanne a Firenze
Due collezionisti e la mostra dell'Impressionismo del 1910
L'esposizione di Palazzo Strozzi rappresenta una occasione unica
per ammirare uno di fianco all'altro quei capolavori di Cézanne,
oggi dispersi ai quattro angoli del globo, che un secolo fa erano
custoditi nelle case fiorentine di due giovani quanto lungimiranti
collezionisti: Egisto Paolo Fabbri e Charles Loeser
Nell'enigmatica e gloriosa avventura artistica di Paul Cézanne
Firenze vanta un ruolo preminente grazie alla lungimiranza di due
giovani collezionisti nati in America, Egisto Paolo Fabbri e Charles
Alexander Loeser, che tra Ottocento e Novecento acquistarono e poi
raccolsero nelle loro dimore fiorentine circa 50 tra le opere più
belle del maestro di Aix, contribuendo non poco all'affermazione
di un genio sperimentale e solitario, disprezzato in vita dalla
grande critica, oggi riconosciuto e venerato come ‘padre della
pittura moderna'.
Da quella particolare e intensa stagione intellettuale, che vide
Firenze tra le capitali attive della cultura internazionale, nasce
la spettacolare mostra Cézanne a Firenze, che Palazzo Strozzi
ospiterà a sigillo delle manifestazioni celebrative dell'artista
francese (1839-1906) in occasione del centenario della morte.
I dipinti provengono dalle più famose collezioni internazionali:
tra le altre, il Metropolitan Museum of Art di New York, la Thyssen
Bornemisza Collections, la National Gallery e la Royal Academy di
Londra, il Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo, la National Gallery
of Art di Washington, il Detroit Institute of Arts e le Gallerie
d'Arte Moderna di Firenze e di Roma.
L'esposizione rappresenta dunque un'occasione unica per ammirare,
l'uno a fianco all'altro, decine di capolavori altrimenti dispersi
ai quattro angoli del globo. Tra gli altri, i celebri La signora
Cézanne sulla poltrona rossa, Casa sulla Marna (eccezionalmente
prestata dalla White House Historical Association – White
House Collection), Frutteto, Le Bagnanti.
L'esposizione riunirà infatti per la prima volta le opere
più notevoli delle raccolte Fabbri e Loeser, smembrate negli
anni tra le due guerre mondiali. Raccolte che, nella prima metà
del Novecento, furono le più importanti in assoluto riguardo
a Cézanne (32 i dipinti posseduti da Fabbri, 15 quelli di
Loeser).
La mostra racconterà anche le vicende che portarono alla
costituzione delle due raccolte e illustrerà l'ambiente artistico
e intellettuale fiorentino dell'epoca, costituito in buona parte
di grandi personalità internazionali (Bernard Berenson, Vernon
Lee, Edith Wharton e tanti altri). Particolare rilievo avranno le
figure di Egisto Paolo Fabbri (erede di emigranti fiorentini) e
di Charles Loeser (di origine tedesca), le cui famiglie avevano
accumulato negli Usa ricchezze straordinarie. Uno zio di Fabbri
era addirittura socio del famoso banchiere Pierpont Morgan.
La mostra presenterà, peraltro, anche alcune importanti tele
di Pissarro,Van Gogh, Sargent, Denis, Cassatt, Weir, La Farge, artisti
con i quali soprattutto Fabbri era in contatto.
Egisto Paolo Fabbri e Charles Alexander
Loeser, i due giovani collezionisti americani che scoprirono Cézanne
Per merito di due giovani
e ricchi americani, Egisto Paolo Fabbri e Charles Alexander Loeser,
nei primi del Novecento Firenze ebbe un ruolo fondamentale nell'affermazione
di Paul Cézanne come "padre della pittura moderna". Ecco
la loro storia:
Egisto Paolo Fabbri (New York 1866 - Firenze 1933) acquistò
i primi dipinti di Cézanne nel 1896 dal suo gallerista
e mercante parigino, il famoso Ambroise Vollard. A quell'epoca
il pittore era ancora vivo, disprezzato da quasi tutti i critici.
Fabbri fu però da subito un suo convinto sostenitore e
nel 1899 gli scrisse una lettera, manifestando il desiderio di
recarsi ad Aix-en-Provence per conoscerlo. Il pittore però
rifiutò, con la ritrosia che riservava anche ai pochi ammiratori,
ma non nascose una sincera meraviglia nell'apprendere che, a quella
data, il giovane collezionista possedeva già 16 suoi quadri.
Cézanne era infatti un genio tanto innovatore che, sin
quando fu in vita, fu compreso e apprezzato da pochi.
Fabbri apparteneva a una famiglia di immigrati italiani negli
Stati Uniti, che aveva raggiunto una straordinaria ricchezza,
grazie alle capacità imprenditoriali dello zio Egisto Paolo
Senior, talmente abile da divenire socio del banchiere John Pierpont
Morgan.
Il giovane Egisto aveva studiato pittura a New York nella scuola
di Julian Alden Weir, uno dei primi pittori americani ad accogliere
il moderno linguaggio impressionista conosciuto in Europa.
Trasferitosi a Firenze nel 1885 con gran parte della numerosa
famiglia, Fabbri, spinto da un carattere inquieto e ricco di interessi,
compì frequenti soggiorni a Parigi in compagnia dei pittori
Edoardo Gordigiani e Alfredo Muller. Nel 1895 prese casa definitivamente
al 7 di rue de Tourlaque (già atelier di Toulouse-Lautrec).
Da alcune lettere conservate dagli eredi sappiamo che Egisto e
la sorella Ernestine, anche lei pittrice, erano in contatto diretto
con artisti di grande rilievo, fra cui Degas, Mary Cassatt, Sargent,
Walter Pach. Spesso si recava a dipingere sur le motif nella campagna
presso Eragny a nord di Parigi, nei luoghi cari agli impressionisti,
dove viveva Pissarro, ricordato dalla critica contemporanea come
suo maestro.
Di Fabbri ci rimangono alcuni dipinti, soprattutto ritratti e
paesaggi, stilisticamente riconducibili alla tradizione americana,
vivificata dalla conoscenza del nuovo linguaggio impressionista.
La fama della collezione di Cézanne di Fabbri si diffuse
ben presto nei circoli americani a Parigi. Illustri contemporanei,
come i fratelli Leo e Gertrude Stein, scoprirono il maestro di
Aix attraverso un curioso passaparola, dopo che Fabry, così
lo chiamavano, aveva acquistato una certa popolarità proprio
per aver comperato da Vollard dei dipinti di Cézanne.
Fabbri lasciò definitivamente Parigi nel 1913, ma i quadri
di Cézanne probabilmente arrivarono a Firenze dopo che
furono esposti alla Biennale di Venezia del 1920.
La raccolta Fabbri, nella quale passarono 32 Cézanne, la
maggior parte dei quali di altissima qualità, non ebbe
uguali in Europa e neanche negli Stati Uniti, nei primi decenni
del Novecento.
Negli stessi anni Charles Loeser (New York 1864- Firenze
1928), un altro giovane e ricco americano coetaneo di
Fabbri, intuì la grandezza del pittore di Aix. Nel 1896
aveva anche lui acquistato i primi paesaggi di Cézanne
da Vollard e nel 1890 si trasferiì come Fabbri a Firenze
per incoraggiamento dell'ex compagno di Harvard Bernard Berenson.
I dipinti di Cézanne (15 in tutto) affiancarono qui la
sua collezione di preziosi disegni e arte antica.
Il rapporto tra Berenson e i due americani non fu facile, ma nel
1945 alcuni Cézanne di proprietà Loeser e Fabbri
figuravano all'esposizione della Pittura francese a Palazzo Pitti,
organizzata da Berenson, a rappresentare i vertici dell'arte moderna
d'Oltralpe.
Nell'apprezzamento di Cézanne, si affiancò ai due
collezionisti Gustavo Sforni, pittore, raffinato intellettuale
e mecenate che possedeva un importante dipinto: il Ritratto di
Victor Chocquet.
Questo interesse per la pittura di Cézanne contribuì
nel maggio del 1910 ad arricchire la Prima Mostra italiana dell'Impressionismo,
evento di notevole rilevanza culturale, tenutosi nelle sale del
Lyceum di Firenze: i visitatori poterono vedere Campagna presso
Bellevue di Cézanne di proprietà di Egisto Fabbri
(che prestò anche un Ritratto di donna di Degas, un Daumier
e un Forain) e il Giardiniere di Van Gogh appartenente a Sforni.
Ma il maggior riconoscimento alla collezione di Fabbri fu la sala
individuale di Cézanne alla Biennale di Venezia del 1920,
dove più di venti dipinti provenivano dalla sua raccolta.
Vi era esposto fra gli altri il Ritratto della signora Cézanne
sulla poltrona rossa che, al Salon d'Automne del 1907, aveva suscitato
grande ammirazione nel poeta Rainer Maria Rilke.
Firenze assunse così un ruolo guida nella conoscenza e
nell'apprezzamento del maestro francese tra il pubblico italiano
colto e nell'ambiente internazionale tradizionalmente presente
nella città.
Fabbri e Loeser attrassero sia gli stranieri residenti, sia conoscenti
e amici che compivano il viaggio per vedere i quadri di Cézanne
appesi alle pareti della sala da pranzo nel palazzo di via Cavour,
dove Egisto viveva con la famiglia, o quelli conservati a Villa
Gattaia da Loeser. Fra questi Maurice Denis, i pittori americani
Mabel e Bancel La Farge (figlio del pittore John) e lo scrittore
francese André Germain.
Mentre la villa di Bagazzano, acquistata da Egisto all'inizio
del secolo scorso, si trovava al centro delle passeggiate dell'élite
artistica e intellettuale formata da americani e inglesi, che
popolavano le colline intorno a Firenze, alla Gamberaia, non lontano
da Bagazzano, abitava la principessa Ghjka, che aveva spesso fra
i suoi ospiti Edith Wharton e Florence Blood, amica di Gertrude
Stein. I Tatti, dimora di Berenson, non erano distanti, e così
la villa dell'Ombrellino, dove viveva Vernon Lee.
Un'altra interessante vicenda, rivelatrice del significato che
la pittura di Cézanne aveva acquistato nel giro degli artisti
angloamericani che vivevano a Firenze, fu la fioritura e la diffusione
di copie tratte dai Cézanne conservati nelle collezioni
di Fabbri e di Loeser. Alcune pittrici come Ernestine Fabbri e
Florence Blood ne eseguirono alcune molto ammirate dallo stesso
Berenson: Cézanne assurgeva così all'altezza dei
maestri del Rinascimento, gli stessi che essi amavano, si esercitavano
a copiare o acquistavano per le loro collezioni.
In Fabbri si ritrova inoltre quello spirito fattivo che aveva
caratterizzato l'attività del padre e soprattutto dello
zio, prima negli Stati Uniti e poi, dopo il ritorno in Italia,
nella loro città di origine. La crescente ascesa economica
e sociale raggiunta da Egisto Senior, grazie alle capacità
personali e alla stima acquisita nel giro dell'alta finanza newyorkese
(la famiglia si imparentò anche con i Vanderbilt, mentre
in Italia le sorelle sposarono esponenti della nobiltà)
fu accompagnata da un larga attività filantropica verso
gli italiani immigrati e i loro figli, come testimoniato dai giornali
dell'epoca.
A Firenze, Egisto si adoperò con lo stesso spirito: nella
zona fra piazza San Marco e piazza della Libertà, grazie
anche al suo denaro, furono demoliti edifici fatiscenti e venne
creato un quartiere moderno. Sul luogo dell'antico e ormai inadeguato
ospedale psichiatrico sorsero eleganti palazzi borghesi, fra cui
quello dei Fabbri, progettato dall'architetto Giacomo Roster (attualmente
sede del collegio degli Scolopi), dove visse per vari decenni
la famiglia e dove il nipote Egisto conservò i suoi Cézanne.
"Artista, architetto, filosofo" reca incisa la pietra tombale
di Egisto nella cappella di famiglia al cimitero degli Allori
a Firenze; Signor Fabbri - Beauty in architecture and music è
il titolo dell'articolo scritto in sua memoria sul Time.
L'opera principale di Fabbri come architetto fu, negli anni Venti,
sotto la spinta della recente conversione al cattolicesimo, la
ricostruzione in stile romanico della chiesa di Serravalle in
Casentino. In questo progetto confluì anche la grande passione
per la musica. Infatti, per diffondere la conoscenza del canto
gregoriano fra l'umile popolazione del villaggio fece venire a
sue spese dagli Stati Uniti dei professionisti qualificati, come
Justine Ward, che aveva elaborato un nuovo metodo di insegnamento
del canto gregoriano ai bambini.
L'impresa consumò il pur cospicuo patrimonio di Egisto,
che in quegli stessi anni aveva acquistato il monumentale palazzo
Capponi a Firenze, dove vivevano la madre e alcune delle sorelle.
Il prezzo fu la rinuncia a gran parte degli amati Cézanne,
anche i più belli, venduti nel 1928 ai mercanti parigini
Rosenberg e Wildenstein per una cifra all'epoca non indifferente.
In mostra saranno proposte alcune opere di Cézanne provenienti
dalle collezioni Morozov e Schukin, che presentano relazioni stilistiche,
cronologiche e storiche assai precise con alcuni quadri di Cézanne
acquistati da Fabbri e Loeser. Alcuni dipinti giovanili di Cézanne,
provenienti da musei italiani e stranieri, saranno esposti a fianco
di opere precoci del grande maestro di Aix, che si trovavano nelle
raccolte dei due collezionisti a Firenze.
La sezione finale della mostra è dedicata agli effetti che
la presenza a Firenze di queste importanti collezioni ebbe sugli
artisti fiorentini e toscani. Primo fra tutti Ardengo
Soffici, che soggiornò a Parigi all'inizio del Novecento
e nel 1908 su La Voce pubblicò un fondamentale saggio su
Cézanne. A lui si affiancano Amedeo Modigliani, Oscar Ghiglia,
Edoardo Gordigiani, Alfredo Muller, alcuni pittori livornesi, Felice
Carena, e gli scultori Libero Andreotti e Romano Romanelli.
La struttura dell'esposizione
Sezione I. La famiglia Fabbri
Aurania, 2 gennaio 1885: una traversata oceanica - Nel 1885 Egisto
Fabbri arrivò per la prima volta in Europa a bordo della
nave Aurania insieme ai sette fratelli, alla madre e allo zio.
La sezione presenta fotografie e documenti sulla famiglia.
Egisto Fabbri Senior, Giacomo Roster e il "martello demolitore"
- In questa sezione sono esposte alcune opere che testimoniano
la vita e le frequentazioni della famiglia Fabbri a Firenze. In
particolare è documentata la costruzione del palazzo di
Via Cavour per opera dell'architetto Giacomo Roster.
Sezione II. La giovinezza di Egisto Paolo Fabbri
New York. La prima formazione artistica di Egisto Jr e la pittura
americana fra tradizione e Impressionismo - Egisto Fabbri ricevette
la prima formazione artistica a New York. Suo primo maestro fu
Julian Alden Weir che, dai frequenti viaggi in Europa, aveva portato
in patria la conoscenza dell'Impressionismo, addolcito da un sentimento
più domestico e familiare. Qui si avvicinò anche
a pittori come John La Farge, Thomas Eakins, Winslow Homer, James
Abbott McNeill Whistler.
Firenze - A Firenze Egisto Fabbri frequentò Eduardo Gordigiani
e Alfredo Muller, allievi di Michele Gordigiani. In questa sezione
sono esposte per la prima volta le opere dello stesso Egisto,
come i ritratti dei familiari che risentono sia dell'esperienza
americana sia dell'osservazione di Cézanne oltre ad alcuni
dipinti, inediti, di Eduardo Gordigiani e Muller.
Parigi - L'esperienza a Parigi per Egisto fu determinante. Mary
Cassatt gli fece da tramite con Edgar Degas, Camille Pissarro
diventò suo maestro di pittura e spesso Fabbri si recò
a dipingere, con la sorella Ernestine, a Eragny, dove viveva Pissarro.
A Parigi risiedevano anche Leo e Gertrude Stein, appassionatisi
a Cézanne dopo averne visto i dipinti che Loeser aveva
acquistato da Vollard.
Sezione III. Cézanne a Firenze
1910 Un evento internazionale a Firenze: La I° Mostra Italiana
dell'Impressionismo - Grazie anche al collezionismo di Cézanne,
a Firenze fu organizzata nelle sale del Lyceum la Prima Mostra
Italiana dell'Impressionismo. Oltre a Campagna presso Bellevue
di Cézanne, appartenente a Fabbri, fu esposto Il giardiniere
di Van Gogh di Gustavo Sforni, proprietario anche di un unico
Cézanne, Il ritratto del dottor Chocquet.
La sala da pranzo di Fabbri - La camera da letto di Loeser - Fabbri
e Loeser erano gelosi delle loro collezioni di Cézanne,
su cui i critici di allora davano giudizi non sempre positivi.
Fabbri li teneva appesi alle pareti della sala da pranzo, mentre
Berenson racconta che Loeser conservava i suoi nello spogliatoio
e nella camera da letto, mostrandoli solo a pochi intimi. Questa
sezione della mostra raccoglie un gruppo di Cézanne appartenuti
ai due collezionisti.
Visite e passeggiate: Bagazzano - La villa di Bagazzano fu restaurata
da Fabbri stesso e divenne il suo rifugio dal mondo. La sezione
espone foto e dipinti che testimoniano dell'aspetto austero e
semplice della casa, nonché coloro che la frequentavano,
come Vernon Lee (pseudonimo di Violet Page) o la famiglia La Farge,
Maurice Denis, Andrè Germain.
Cézanne: copie e copisti - I Cézanne delle collezioni
fiorentine furono studiati e copiati da pittori e pittrici che
frequentavano le case di Loeser e Fabbri. Il ritrovamento di queste
copie in raccolte private permette di documentare il singolare
interesse allora riservato non solo agli antichi maestri, ma anche
a un artista contemporaneo.
Sezione IV. Egisto Fabbri: "Beauty in architecture and
music"
Una chiesa e una scuola: Serravalle in Casentino e la scuola di
canto gregoriano
Gli ultimi anni della vita di Fabbri furono dedicati all'ideale
di una religiosità semplice e austera, vicino allo spirito
di Maurice Denis, che Fabbri frequentò e al quale consigliò
di accostarsi alla pittura di Masaccio della Cappella Brancacci.
Furono gli anni della ricostruzione, dopo un terremoto, della
chiesa di Serravalle in Casentino che, insieme alla passione per
la liturgia e la musica gregoriana, coinvolse tutto il paese.
Un'impresa che, con l'acquisto di Palazzo Capponi, costò
la gran parte della collezione dei Cézanne. Nella sezione
trovano spazio anche altre testimonianze dell'attività
architettonica di Egisto Fabbri.
Sezione V. Cézanne e la Toscana
In questa sezione sono esposti dipinti e sculture di artisti che,
elaborando un'interpretazione dello stile del maestro francese in
linea con lo spirito del loro tempo, si esprimeranno con un linguaggio
comune. Tra i più significativi Soffici,
Muller, Gordigiani, Carena, Ghiglia, oltre agli scultori Libero
Andreotti e Romano Romanelli.
Cinque capolavori
Paul Cézanne, Madame Cézanne sulla poltrona
rossa, 1877 c.a., olio su tela, cm. 72,4x55,9, Bequest of Robert
Treat Paine, Boston , Museum of Fine Arts
Al Salon d'Automne del 1907 quest'opera folgorò il poeta
Rainer Maria Rilke, che pur non conoscendo ancora la pittura di
Cézanne, ne scrisse come di un'esperienza quasi spirituale.
Apparteneva alla collezione di Egisto Fabbri, che la teneva appesa
alla parete della sala da pranzo del palazzo fiorentino di via
Cavour, insieme agli altri suoi dipinti del maestro di Aix, nei
confronti del quale nutriva un sentimento totalizzante ed esclusivo.
Il monumentale ed espressivo soggetto del dipinto è Hortense
Fiquet, che fu la modella di Paul Cézanne con la quale
ebbe una lunga relazione segreta, prima di diventarne moglie dedita
e paziente.
Paul Cézanne, Casa sulla Marna, 1888-90, olio
su tela, cm. 73x91, Bequest of Charles Loeser to the United States
Government
A proposito di Charles Loeser (di cui era stato compagno di studi
e che aveva incoraggiato a trasferirsi a Firenze nel 1890) il
grande storico dell'arte Bernard Berenson racconta che conservava
i suoi Cézanne nello spogliatoio e nella camera da letto,
mostrandoli solo a pochi intimi. Questo dipinto faceva parte degli
otto Cézanne che Loeser, nel testamento, destinò
al Presidente degli Stati Uniti. Alla città di Firenze
lasciò invece la collezione d'arte antica e al Fogg Art
Museum di Harvard il corpus di disegni.
Paul Cézanne, Il frutteto, 1885-86 ca., olio
su tela, cm. 61x50, Thyssen Bornemisza Collections
Anche Egisto Fabbri, al quale il dipinto apparteneva, amava dipingere
en plein air sulle colline fiorentine. Lo scrittore André
Germain, che nel 1923 pubblicò il saggio Cézanne
a Firenze (da cui il titolo della mostra), colse una profonda
affinità esistenziale tra Fabbri e Cézanne, soprattutto
nella condivisione di un ideale di vita semplice, austera e lontana
dalle attrattive del mondo. Nel gennaio del 1885, anno in cui
probabilmente Cézanne dipinse questo straordinario Frutteto,
Egisto era da poco salpato da New York a bordo della nave Aurania
e stava tornando in Italia, sua terra d'origine.
Paul Cézanne, Autoritratto con berretto, 1898-1900,
olio su tela, cm. 63,3x50,8, Charles H. Bayley Picture and Painting
Fund and Partial Gift of Elisabeth P. Metcalf, Boston, Museum
of Fine Arts
Il 28 maggio del 1899, nei giorni in cui veniva realizzato questo
splendido Autoritratto, Egisto Fabbri scrisse una lettera a Cézanne,
di cui già possedeva 16 dipinti, per dirgli che, pur rispettando
la sua scelta di vita appartata, desiderava recarsi ad Aix per
incontrarlo. Il pittore rispose, il 31 maggio, rifiutando la visita
con questa motivazione: "il timore di apparire inferiore a quello
che il mondo si aspetta da una persona considerata all'altezza
di ogni situazione è senza dubbio la scusa che mi fa vivere
in disparte".
Paul Cézanne, Bagnanti, 1875-1876, olio su
tela, cm. 38,1 x 46, Bequest of Joan Whitney Payson New York,
The Metropolitan Museum of Art
Il dipinto faceva parte della collezione di Charles Loeser, che
iniziò a formarla nel 1896, anno in cui anche il quasi
coetaneo Egisto Fabbri acquistava i primi tre Cézanne.
Il tema delle Bagnanti viene qui trattato, nella fase più
"impressionista" di Cézanne, con armonia cromatica di insieme
e attraverso una straordinaria fusione tra natura ed essere umano,
tra paesaggio e nudo, senza alcuna gerarchia formale.
Nota biografica
Alla fine dell'Ottocento Paul Cézanne non rappresentava
certo quello che oggi rappresenta per noi. Il mercante Ambrosie
Vollard organizzò la prima esposizione del pittore nella
sua galleria parigina nel 1895, ma per i riconoscimenti ufficiali
bisognerà aspettare il Salon d'Automne del 1904, e la mostra
commemorativa del 1907. Solo dopo la sua morte se ne è
capito il genio innovatore, e dopo di lui niente, in pittura,
è stato più come prima.
Cézanne era nato nel 1839 ad Aix-en-Provence da una famiglia
benestante: il padre Louis-Auguste era un banchiere, speranzoso
di avviare il figlio alla carriera di avvocato. Pur seguendo gli
studi di diritto, Paul frequentava la locale scuola di pittura
e trascorreva le giornate con Émile Zola e altri giovani
che sarebbero divenuti artisti e poeti. Dopo un periodo di contrasti,
il padre dovette accettare la scelta del figlio di diventare pittore.
Incoraggiato da Zola, nel corso degli anni Sessanta Cézanne
si recò più volte a Parigi, dove frequentò
i corsi dell'Académie Suisse, copiò al Louvre le
opere degli antichi maestri, soprattutto i veneti e gli spagnoli,
visitò il Salon des Refusés e frequentò intellettuali
e artisti, fra cui alcuni dei futuri impressionisti.
Le sperimentazioni pittoriche del periodo giovanile si distinguono
per i toni scuri e cupi, per gli impasti pesanti e crudi della
materia, che rievocano Delacroix e Courbet.
Nei primi anni Settanta si trasferisce con Hortense Fiquet, sua
modella poi moglie e madre del figlio Paul, all'Estaque, nel golfo
di Marsiglia, per evitare la chiamata alla armi nella guerra franco-prussiana.
Nello stesso decennio trascorre lunghi periodi nella campagna
a nord di Parigi insieme a Pissarro - fra tutti gli impressionisti
quello a cui era più legato - e qui comincia a dipingere
en plein air. Il decennio 1872-1882 è quello di maggiore
vicinanza all'Impressionismo: aderisce al gruppo attraverso una
personale scoperta del colore e della luce e partecipa a due delle
otto esposizioni collettive del movimento: nel 1874 e nel 1877.
Tuttavia il pubblico non lo gradisce e i critici lo snobbano,
quando non lo stroncano con disprezzo. Non è ammesso ai
Salon parigini (con l'eccezione di quello del 1882), dove domina
una pittura accademica e tradizionalista. Cézanne non fu
in vita un pittore "di successo", ebbe sempre un rapporto conflittuale
con i contemporanei, con l'eccezione di qualche ammiratore entusiasta
come il collezionista Victor Chocquet, di cui farà diversi
ritratti.
Negli anni Ottanta e i primi Novanta, insiste nella ripetizione
degli stessi soggetti (paesaggi, marine, bagnanti, giocatori di
carte, nature morte, e la famosa montagna Sainte-Victoire) allo
scopo di migliorarsi e raggiungere la realisation, mentre il suo
stile si distacca da quello degli impressionisti per una nuova
attenzione allo spazio e alla volumetria delle forme.
Se pochi erano in grado di ammirare le sue realizzazioni artistiche,
ancor meno erano coloro che ne comprendevano la scelta di vivere
nella solitudine della campagna provenzale, tra Aix, Gardanne,
l'Estaque e la tenuta di famiglia del Jas de Bouffan, oggi inglobata
nella città di Aix.
Il suo carattere ombroso si faceva sempre più difficile:
viveva arrabbiato con il mondo intero, malato e trascurato (morì
di polmonite ad Aix nel 1906 per esser rimasto troppo a lungo
a dipingere all'aperto), deciso a non ricevere nessuno dei visitatori
parigini, che insistevano per fargli visita.
Ma finalmente la sintesi costruttiva dei volumi e del colore,
sempre più folgorante nelle opere della vecchiaia, comincia
ad attrarre i primi e più moderni ammiratori: "Tutto in
natura si modella secondo la sfera, il cono, il cilindro. Bisogna
imparare a dipingere sulla base di queste figure semplici, dopo
si potrà fare tutto quello che si vorrà", diceva
Cézanne a Émile Bernard nel 1904, e viene subito
in mente qualcuno che "farà tutto quello che vorrà":
Picasso e i cubisti.
In pochi anni l'immagine di Cézanne si ribalta, poi dilaga:
diventa il "padre della pittura moderna", per buona parte del
Novecento interpretato in mille modi a seconda del momento e della
personalità di critici ed artisti. Senza Cézanne
tanta arte del Novecento sarebbe impensabile.
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Dove:
Palazzo Strozzi, Firenze
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Periodo:
dal 02/03/2007
al 29/07/2007
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Orari:
- tutti i giorni ore 9-20
- il giovedì fino alle ore 23
- accesso consentito fino a 1 ora prima dell'orario
di chiusura
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Info:
tel. 055-2645155
www.cezanneafirenze.it
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Biglietti:
- Intero € 10,00
- Ridotto € 8,50 (maggiori di 65 anni, residenti
a Firenze, gruppi organizzati minimo 15 persone, ragazzi
dai 7 ai 18 anni, studenti universitari, disabili, categorie
convenzionate, ACI, COOP, TC, ATAF, Firenze Parcheggi)
- Sconto famiglia € 8,00 (2 adulti con bambino/i
possono usufruire del biglietto ridotto)
- Ridotto € 7,50 (clienti Gruppo CR Firenze)
- Ridotto € 4,00 (scuole elementari, medie inferiori
e superiori)
- Gratuito (bambini fino a 6 anni, accompagnatori di
disabili, accompagnatore di gruppi, insegnanti con classi,
giornalisti con tessera professionale, guide turistiche
di Firenze)
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Prenotazioni:
Diritto di prevendita € 1,10
a biglietto.
lun-ven ore 9-13 e 14-18
Sigma CSC
tel. +39 055 2469600
fax +39 055 244145
cscsigma@tin.it
La prenotazione è obbligatoria per i gruppi.
Per i gruppi scolastici è obbligatoria la prenotazione,
ma non è previsto alcun diritto di prevendita.
È possibile acquistare il biglietto di ingresso
anche on line sul sito ufficiale della mostra
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Visite guidate:
Singoli visitatori:
s ono previste visite guidate riservate ai singoli
visitatori su prenotazione. È obbligatorio
prenotare e acquistare in prevendita il biglietto.
Diritto di prevendita € 1,10 a biglietto. Costo
visita guidata per singoli visitatori € 6,00
a persona escluso i biglietto di ingresso.
Gruppi di adulti (min. 15 e max. 25 persone):
è necessario prenotare e acquistare i
biglietti in prevendita, anche se non viene richiesta
la visita guidata. Diritto di prevendita € 1,10
a biglietto. Costo visita guidata per i gruppi di
adulti € 90,00 esclusi i biglietti di ingresso.
Gruppi scolastici:
visite e laboratori didattici
sono previsti per tutta la durata della mostra. Costo
della visita per gruppi di max 25 persone € 50,00
esclusi i biglietti di ingresso. Per gli insegnanti/
accompagnatori il biglietto d'ingresso è
gratuito.
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Scuole:
Incontri con visita gratuita
per gli insegnanti
Martedì 6 e giovedì 8 marzo, alle ore
15.30 a Palazzo Strozzi, sono previsti incontri con
visita didattica riservati agli insegnanti che intendono
accompagnare le proprie classi in visita all'esposizione.
Visite didattiche
Per le classi che lo desiderano, è previsto un
servizio di visite ddattiche. Il costo della visita,
per gruppi di massimo 25 studenti e della durata di
circa un'ora, è di € 50,00 (esclusi
i biglietti di ingresso).
Itinerari in Firenze
In abbinamento alla mostra, su richiesta, si possono
effettuare diversi itinerari della durata massima di
3 ore e un costo di € 110,00 (sono esclusi i biglietti
di ingresso). Le visite guidate sono a cura delle guide
turistiche di Firenze.
Visite didattiche gratuite alla mostra con Apt firenze
Alle scuole che entro il 31 marzo pernotteranno almeno
due notti a Firenze, o una notte nel territorio della
provincia, l'Apt offrirà servizi didattici
gratuiti: visite alla mostra o itinerari a essa abbinati,
fino a esaurimento dei fondi. Sono esclusi i costi del
biglietto d'ingresso. Per le offerte dell'Apt
di Firenze: Student Point, tel. +39 055 243140 studentpoint@firenzeturismo.it
Per i gruppi scolastici e per i servizi sopra indicati
è obbligatoria la prenotazione a:
Sigma C.S.C.
tel. +39 055 2469600
cscsigma@tin.it
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Catalogo:
Electa, Milano, 2007
A cura di Francesca Bardazzi
br., pp. 290, ill. b/n, tavv. col., cm 24x28.
EAN : 9788837049706
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Curatori:
Francesca Bardazzi (studiosa del
collezionismo di Cézanne in Italia)
Carlo Sisi (già direttore della Galleria d'Arte
Moderna di Palazzo Pitti a Firenze)
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Note: Promotore
e produttore della mostra
Ente Cassa di Risparmio di Firenz
Collaborano
Soprintendenza speciale per il Polo Museale Fiorentino
Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti
Comune di Firenze
Realizzazione
Fondazione Palazzo Strozzi
Main Sponsor
Gruppo Banca CR Firenze
Progetto
Francesca Bardazzi e Carlo Sisi
Commissario dell'esposizione Antonio Paolucci
Comitato Scientifico
Francesca Bardazzi, Rossella Campana, Giovanna De Lorenzi,
Antonio Paolucci, Francesca Petrucci, Jean-François
Rodriguez, Carlo Sisi
Allestimento
Luigi Cupellini |
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