| |
exhibitions.it >> mostre >> archivio >> a
firenze >> dettaglio
La principessa saggia. L'eredità di Anna Maria Luisa de'
Medici, Elettrice Palatina
A più di trent'anni dalla prima e insuperata mostra sugli
Ultimi Medici, torna a Pitti il fasto tardobarocco della corte
fiorentina in una mostra che celebra "la principessa saggia",
ultima erede della celebre dinastia il cui destino è indissolubilmente
legato al destino della città di Firenze
Anna Maria Luisa, (1667-1743), figlia del granduca
Cosimo III e di Marguérite-Louise d'Orléans, e sorella
di Gian Gastone, fu l'ultima rappresentante della dinastia dei
Medici.
Nel 1691 Anna Maria Luisa sposò l'Elettore Palatino Johann
Wilhelm von der Pfalz-Neuburg (il quale aveva un posto di grande
rilievo nel collegio dei principi elettori tedeschi, ai quali
era assegnato il diritto di eleggere l'Imperatore del Sacro Romano
Impero), acquisendo il titolo di Elettrice Palatina.
Rimasta vedova nel 1716, tornò l'anno seguente a Firenze,
dove visse sino alla morte (18 febbraio 1743).
Il motivo principale per il quale Firenze, e tutto il mondo, devono
rendere omaggio a questa donna, risiede in un suo atto di profonda
saggezza e preveggenza: l'aver firmato, il 31 ottobre 1737, con
il nuovo granduca di Toscana Francesco Stefano di Lorena, una
convenzione, nota come 'Patto di famiglia', nella quale –
all'articolo terzo – è prescritto il vincolo perpetuo
alla città di Firenze dell'immenso patrimonio artistico
e culturale raccolto dai Medici nell'arco della lunga storia di
governo della dinastia sulla Toscana.
Il Patto, concordato tra l'ultima rappresentante della dinastia
e la nuova famiglia regnante per definire con esattezza le condizioni
del passaggio dei beni medicei ai Lorena, esprime la volontà
dell'Elettrice Palatina, netta e precorritrice per quei tempi,
di rendere inamovibili l'insieme delle raccolte d'arte e delle
biblioteche dei Medici, che sono cedute ai nuovi regnanti a condizione
che non ne fosse "nulla trasportato e levato fuori dalla
Capitale e dallo Stato del Gran Ducato per ornamento dello Stato,
per utilità del pubblico e per attirare la curiosità
dei Forestieri".
Con queste parole, sintetiche ma efficaci, Anna Maria Luisa chiuse
orgogliosamente la storia dei Medici, alla quale Firenze deve
così tanto, segnando per sempre il destino della città
come capitale universale dell'arte e della bellezza, e persino
di meta principale del turismo mondiale.
Nella storia degli antichi stati italiani, il Patto di famiglia
può essere considerato il primo atto di tutela diretto
coscientemente a conservare e proteggere nel suo contesto, nel
territorio della sua appartenenza storica, il patrimonio culturale
e di opere d'arte di una città (e di uno stato), stratificatosi
e consolidatisi nel tempo ed individuato come elemento centrale
dell'identità stessa del luogo.
Pur nella sua natura ancora dinastica, il Patto voluto dall'Elettrice
Palatina anticipa nel suo spirito più profondo gli atti
legislativi che saranno emanati tra la fine del Settecento e i
primi dell'Ottocento da altri stati italiani (come ad esempio
dallo Stato pontificio), ma ormai in un contesto culturale e civile
più moderno, ispirato ad una visione illuminista basata
sull'interesse pubblico.
L'esemplare del Patto di famiglia conservato nell'Archivio di
Stato di Firenze sarà esposto insieme ad altri documenti
relativi alla volontà dell'Elettrice di perpetuare la memoria
della famiglia Medici.
La mostra, che rappresenta il primo omaggio all'Elettrice Palatina
da parte dei musei statali fiorentini, vuole però ampliare
il punto di vista su questa figura di donna, centrale per la storia
fiorentina, ricostruendone una immagine diversa e più brillante,
legata all'amore per l'arte anche attraverso le opere che lei
stessa collezionò o commissionò agli artisti del
tempo, e sottraendola a quella visione più tradizionale,
che ce la restituisce altera, un po' arcigna, distaccata dal mondo
e profondamente religiosa, secondo un modello che solo in minima
parte corrisponde alla sua personalità.
Grazie alla generosa collaborazione dei musei del Polo Museale
Fiorentino, moderni eredi dell'Elettrice (primi fra tutti la Galleria
Palatina, il Museo degli Argenti e la Galleria degli Uffizi),
ma anche di numerose altre istituzioni museali italiane e straniere,
che hanno concesso prestiti di grande rilevanza, saranno esposte
oltre duecento opere d'arte ed oggetti che non provengono solo
dalle collezioni di Anna Maria Luisa de' Medici (che amò
le porcellane, i gioielli, gli arredi in pietre dure e in argento,
le sculture in bronzo, i pastelli, le miniature), ma anche da
quelle del padre granduca Cosimo III, dal fratello Ferdinando
e dal marito Johann Wilhem von Pfalz-Neuburg, uno dei maggiori
collezionisti europei di pittura, grandissimo mecenate ed amante
dell'arte italiana, fiamminga ed olandese.
Il percorso espositivo non si limita quindi all'arte fiorentina,
ma si apre ad altri contesti italiani ed europei, e si conclude
non solo con quel capolavoro di 'tutela' che fu il Patto di famiglia,
ma anche documentando l'impegno gravoso, ma appassionato dell'Elettrice
Palatina per il completamento della Basilica di San Lorenzo e
della Cappella dei Principi, sacrario mediceo, al quale dedicò
gli ultimi anni della sua vita.
Nel nome di Anna Maria Luisa de' Medici la mostra si snoda lungo
un percorso artistico che è anche biografico, dal Barocco
sontuosamente prezioso della corte degli ultimi Medici, ad un
Rococò lieve e arioso che trovò accoglienza alla
corte elettorale di Düsseldorf, per riapprodare alla pittura
e alla scultura fiorentina del primo Settecento, con le opere
commissionate dall'Elettrice al suo ritorno a Firenze.
La raffinatezza decorativa dell'arte dell'ultima corte dei Medici
trova i suoi vertici in alcuni tra gli arredi più sontuosi
mai realizzati dalle manifatture granducali fiorentine sotto la
guida di Giovan Battista Foggini, e che appartennero ad Anna Maria
Luisa, come il celebre Stipo dell'Elettore Palatino, l'inginocchiatoio,
l'acquasantiera, la cornice in pietre dure per la Madonna del
Dolci (opere tutte presenti in mostra, insieme ad un orologio
mai esposto prima a Firenze, proveniente dalla Gilbert Collection
di Londra).
Ad essi si affiancano splendidi esempi della ritrattistica di
quegli anni, come gli intensi dipinti di Antonio Franchi (tra
i quali un ritratto della giovane principessa appena quindicenne,
raffigurata come Flora, presentato per la prima volta in questa
mostra col nome di Anna Maria Luisa), o i ritratti medicei dello
stesso Foggini, ispirati all'arte del Bernini.
La celebre serie di busti in marmo di casa Medici, già
appartenuta all'antiquario Bardini, ed oggi divisa in vari musei
del mondo, sarà riunita per la prima volta al completo
in Palazzo Pitti, offrendo la possibilità al pubblico,
ma anche agli studiosi, di approfondire la conoscenza dell'arte
di questo grande scultore fiorentino.
Un'ampia sezione della mostra è dedicata alla corte di
Düsseldorf e ai suoi rapporti con Firenze e con la corte
medicea. Johann Wilhelm, assistito da Anna Maria Luisa, fu un
grandissimo collezionista e mecenate.
Negli anni della presenza della Medici a Düsseldorf (1691-1716),
la città, importante porto sul Reno aperto al mondo attraverso
le piazze commerciali olandesi, divenne un centro culturale vivacissimo
e di altissimo livello per le arti, la musica, il teatro.
Johann Wilhelm formò la più importante collezione
di pittura e di scultura in Germania, nella quale spiccavano le
opere di Rubens, Van Dyck, Rembrandt, ma anche di molti artisti
italiani, ospitate nella Galleria appositamente costruita per
accoglierla, il primo edificio di questo genere al nord delle
Alpi.
Negli stessi anni tra Firenze e Düsseldorf vennero scambiati
capolavori di pittura e di scultura che andarono ad arricchire
le raccolte d'arte degli Elettori, del granduca Cosimo III e del
Gran Principe Ferdinando.
Questi intensi scambi di opere d'arte tra le due corti sono rievocati
in mostra da capolavori di Rubens, Lanfranco, Foggini, Massimiliano
Soldani Benzi, Adriaen van der Werff, Rachel Ruysch, Godfried
Schalcken e di altri artisti olandesi che appassionavano in egual
misura i Medici e gli Elettori.
Il gusto moderno ed internazionale dell'Elettore e dell'Elettrice
Palatina per la contemporanea pittura veneziana rococò
è inoltre rappresentato nella mostra da una scelta dei
bozzetti di Antonio Bellucci ed Antonio Pellegrini, preparatori
per il ciclo di grandi tele celebrative ispirate anche alle storie
di Maria de' Medici di Rubens, destinato a decorare le sale di
rappresentanza del grandioso castello di Bensberg, ispirato a
Versailles, che venne costruito tra Düsseldorf e Colonia,
prima del 1713, come nuova residenza di caccia e di svago della
corte elettorale.
La mostra prosegue negli ambienti che in Palazzo Pitti ospitarono
sino al 1743 l'appartamento dell'Elettrice Palatina, profondamente
trasformati in epoca neoclassica, ed in parte nel cosiddetto 'Quartiere
del Volterrano'.
Conosciamo dettagliatamente l'arredo delle sale grazie ai documenti
e agli inventari del tempo, e la mostra intende restituire proprio
quel fasto quasi eccessivo che caratterizzava l'appartamento della
principessa, con le sue celebri gioie, le porcellane orientali
conservate nel gabinetto ad esse dedicato ed oggi non più
esistente, gli arredi in pietre dure e in argento, i dipinti e
soprattutto le sculture in bronzo.
Degli arredi e dei mobili in argento, quasi tutti fusi in epoca
lorenese, resta solo una strepitosa cornice con racemi di fiori,
un'opera napoletana di estrema sontuosità, riferita alla
collaborazione di un ignoto maestro argentiere partenopeo con
Francesco Solimena, autore del dipinto racchiuso al suo interno,
e che sarà certamente una sorpresa per il pubblico.
Viene poi riunita per la prima volta dal 1743, negli ambienti
per i quali fu realizzata, la celebre serie dei bellissimi gruppi
in bronzo di soggetto sacro, eseguita tra il 1722 ed il 1725,
su commissione di Anna Maria Luisa de' Medici, dai maggiori scultori
fiorentini del tempo, dal Foggini al Soldani, dal Piamontini,
al Cornacchini, dal Fortini al Merlini, considerata uno dei momenti
più alti dell'arte fiorentina tra tardo-barocco e rococò.
I bronzi, lasciati in eredità dalla stessa Elettrice a
molti suoi fedeli cortigiani, sono oggi conservati in vari musei
di tutto il mondo, dall'Ermitage, al Prado, dal museo di Birmingham
all'Institute of Art di Detroit.
Solo recentemente è stato inoltre individuato, nella raccolta
della Fondazione Gerini a Roma, l'ultimo gruppo cha mancava per
completare la conoscenza della serie, l'Arcangelo Raffaele con
Tobia, di Lorenzo Merlini, che viene esposto per la prima volta
dopo il restauro realizzato dall'Opificio delle Pietre Dure di
Firenze.
La ricomposizione della serie dei gruppi di Anna Maria Luisa per
Pitti è un evento imperdibile per gli appassionati della
scultura barocca italiana, possibile grazie alla generosa disponibilità
dei prestatori.
La mostra e il catalogo si completano poi con opere d'arte legate
alla promozione della contemporanea pittura fiorentina da parte
dell'Elettrice e con la documentazione relativa ai lavori nella
Basilica di San Lorenzo, con i progetti (mai realizzati) per una
nuova facciata e per il completamento della Cappella dei Principi,
mausoleo di famiglia, ed infine con la decorazione a fresco della
cupola della chiesa, dipinta da Vincenzo Meucci tra il 1740 ed
il 1742, l'ultima grande commissione pubblica della famiglia Medici
per Firenze.
La mostra è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività
Culturali, dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino,
dall'Opificio delle Pietre Dure, dalla Soprintendenza per il Patrimonio
Storico Artistico ed Etnoantropologico per le province di Firenze,
Pistoia e Prato, da Firenze Musei e dall'Ente Cassa di Risparmio
di Firenze.
|
Dove: Sala
Bianca,
Galleria Palatina -
Palazzo Pitti, Firenze |
Periodo:
dal 23/12/2006
al 15/04/2007 |
Orari:
8.15-18.50 |
Info: www.polomuseale.firenze.it
tel. 055-2654321 |
Biglietti:
Compresa la visita alla Galleria
Palatina e alla Galleria d'Arte Moderna:
- Intero € 11,50
- Ridotto € 5,75 (cittadini della Comunità
Europea tra i 18 e i 25 anni)
- Gratuito per i cittadini della Comunità Europea
sotto i 18 e sopra i 65 anni |
Prenotazioni:
Firenze Musei
tel. 055-2654321 |
Scuole:
La prenotazione per i gruppi scolastici
è gratuita ed obbligatoria. Visite guidate per
le scolaresche solo su prenotazione al costo di €
3,00 ad alunno. Prenotazioni e informazioni Firenze
Musei Tel. 055-290112 |
Catalogo:
ed.
Sillabe
cm 24x27, pp 384, € 35,00
a cura di Stefano Casciu
Saggi di Cristina Acidini Luchinat, Mirella Branca,
Alberto Bruschi, Stefano Casciu, Marco Chiarini, Elena
Ciletti, Giulio Conticelli, Alessandro Coppellotti,
Cristina De Benedictis, Fabrizio Magani, Silvia Meloni
Trkulja, Francesco Morena, Rosanna Morozzi
Valerio Tesi, Susan Tipton, Marcello Verga
ISBN 9788883473593
|
Curatori:
Stefano Casciu
Comitato scientifico
Antonio Paolucci
Cristina Acidini Luchinat
Mirella Branca
Alberto Bruschi
Stefano Casciu
Marco Chiarini
Cristina De Benedictis
Annamaria Giusti
Mina Gregori
Silvia Meloni Trkulja
Fausta Navarro
Serena Padovani
Anita Valentini |
Note: Enti
promotori
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino
Opificio delle Pietre Dure
Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed
Etnoantropologico per le province di Firenze, Pistoia
e Prato
Firenze Musei
Ente Cassa di Risparmio di Firenze
Enti collaboratori
Comune di Firenze
Coordinamento generale
Stefano Casciu con la collaborazione di Rosanna Morozzi
Segreteria della mostra
Rosanna Morozzi con la collaborazione di Eleonora
Zanolo
Progetto dell'allestimento e direzione dei lavori
Mauro Linari con la collaborazione di Giuseppe Melani
Realizzazione dell'allestimento e gestione della mostra
Opera Laboratori Fiorentini S.p.a. |
|
|
|
|
|