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Un'altra bellezza. Francesco Furini
Da dicembre 2007 ad aprile 2008 il Museo degli Argenti presenta
un evento incentrato su uno dei protagonisti del '600 fiorentino,
il pittore Francesco Furini (1603-1646), le cui opere saranno
circondate dai capolavori di altri artisti a lui affini come Bilvert,
Cesare Dandini, Cecco Bravo e il Volterrano
A un ventennio dall'esposizione di Palazzo Strozzi
(1986-1987) che presentò al pubblico l'intera civiltà
figurativa del Seicento fiorentino, la curatrice di quella mostra,
Mina Gregori, professore emerito dell'Università di Firenze
e Presidente della Fondazione di Studi di Storia dell'Arte 'Roberto
Longhi', in accordo con il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino
Cristina Acidini e la Direttrice del Museo degli Argenti di Palazzo
Pitti Ornella Casazza, presenta la prima mostra monografica dedicata
al protagonista di quell'epoca, il pittore Francesco Furini (Firenze,
1603-1646).
La mostra si svilupperà nel tradizionale stile delle esposizioni
monografiche illustrando le fasi successive del percorso artistico
di uno dei più significativi pittori del Seicento italiano,
ed esporrà una selezionata rassegna di opere (circa 40 dipinti
e 20 disegni) scelte nelle redazioni di più alta qualità
e di consolidata fortuna critica.
L'esposizione verrà ospitata nelle sale di rappresentanza
del Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, negli stessi ambienti
dove il Furini fra il 1639 e il 1642, per volere di Ferdinando II
de' Medici, affrescò un'intera parete del Salone
principale con due lunettoni raffiguranti L'Accademia platonica
di Careggi e L'allegoria della morte del Magnifico Lorenzo. I disegni
preparatori, esposti contestualmente, sono fra gli esiti più
alti della grafica italiana del secolo XVII.
Definito dal Lanzi (1795) «quasi il Guido e l'Albano»
della scuola fiorentina, il Furini fu autore, a fronte del chiaro
e ben regolato assetto del classicismo reniano, di una pittura venata
di malinconia sensuale, notturna, edonistica, con opere che si collocano
in uno spazio culturale nuovo sia rispetto ai canoni della bellezza
classica di stampo bolognese e romano, sia rispetto alla sontuosità
barocca della coeva pittura fiorentina.
A partire da una profonda rivalutazione storica dell'opera
Furini e del sistema figurativo e culturale in cui il pittore s'inserisce,
la curatrice della mostra Mina Gregori, coadiuvata da Rodolfo Maffeis,
responsabile di un'apposita campagna di studi condotta negli
ultimi anni all'interno del Dipartimento di Storia dell'Arte
dell'Università di Firenze, in collaborazione con un
comitato scientifico internazionale, si propongono con questo evento
non solo la riunificazione e lo studio comparato di un corpus d'opere
da secoli disperso, ma anche un'occasione di riscatto, sul
piano della qualità, del filone più caratterizzante,
ma sinora poco noto al grande pubblico, della pittura fiorentina
seicentesca.
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Dove: Museo
degli Argenti,
Palazzo Pitti, Firenze |
Periodo:
dal 22/12/2007
al 26/04/2008 |
Info: tel.
055-2654321
www.firenze2007.it |
Catalogo:
Giunti
Editore, Firenze, 2007
a cura di Mina Gregori e Rodolfo Maffeis
br., pp. 320, ill. b/n col., cm 24,5x29
EAN: 9788874611058

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Curatori:
Mina Gregori, professore emerito
dell'Università di Firenze e Presidente della
Fondazione di Studi di Storia dell'Arte 'Roberto Longhi'
Rodolfo Maffeis |
Note: Enti
promotori
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Soprintendenza Speciale per il Polo Mussale Fiorentino
Museo degli Argenti
Firenze Musei
Ente Cassa di Risparmio
Direzione del Museo degli Argenti
Ornella Casazza
Segreteria della mostra
Ilaria Bartocci, Chiara Calvelli |
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