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Natività
Ente Cassa di Risparmio di Firenze e Banca CR Firenze alzano
il velo sui loro scrigni d'arte per donare alla città e
ai suoi visitatori la preziosa occasione di ammirare nove capolavori
di arte sacra in una mostra tematica dedicata alla nascita di
Gesù
Nove capolavori d'arte sacra per una grande mostra tematica
dedicata ad uno dei temi più rilevanti e più rappresentati
di tutta la storia dell'arte, la nascita di Gesù.
Con la mostra "Natività" l'Ente Cassa
di Risparmio di Firenze e Banca CR Firenze alzano il velo sui
loro scrigni d'arte per donare alla città la preziosa
occasione di ammirare tesori nascosti e lontani dai percorsi culturali
più noti.
Ospitate nella pregiata cornice della Sala delle Colonne di via
Bufalini, si potranno ammirare, per la prima volta insieme, nove
opere d'arte sacra di assoluto valore, dalla celebre "Madonna
col Bambino e Angeli" di Filippino Lippi alla "Madonna
in adorazione del Bambino" di Francesco Botticini. E poi
ancora il Tabernacolo di Mariotto di Nardo, la "Natività"
e "Adorazione" di Andrea Celesti, la "Madonna
con Bambino e S. Giovannino" attribuita alla Scuola di Ridolfo
del Ghirlandaio.
Le opere, dipinte tra Quattrocento e Settecento, provengono dalle
collezioni private di Banca CR Firenze ed Ente Cassa di Risparmio
di Firenze, solitamente non accessibili al pubblico ed arricchitesi
negli anni fino a costituire un patrimonio di importanza inestimabile.
La Banca e l'Ente tornano dunque ad ospitare eventi culturali
d'eccezione, secondo una tradizione che associa ad attività
più propriamente "bancarie" anche iniziative
di valorizzazione e sostegno del patrimonio artistico locale,
come d'altronde avviene da quasi un secolo.
Le collezioni della Banca e dell'Ente originano infatti
da una raccolta che risale ai primi anni del Novecento e sono
accomunate dall'attenzione ai maestri antichi, alle "vedute
di Firenze", ai "macchiaioli" e "post-macchiaioli"
e, in generale, ad autori legati alle tradizioni artistiche locali.
In questo contesto, la prima opera di una certa rilevanza è
proprio una tra le esposte, il Tabernacolo di Mariotto di Nardo.
Tra i pezzi più significativi figurano le tavole di Pacino
di Bonaguida raffiguranti quattro Santi, l'Incoronazione della
Vergine di Pietro di Chellino, la Madonna col Bambino e Angeli
di Filippino Lippi, il Compianto sul Cristo morto del Perugino,
S. Donato e S. Domenico del Vasari, Vedute fiorentine dello Zocchi
e del Vanvitelli, la celebre serie di 16 dipinti dell'Arlecchino
di Giandomenico Ferretti, un ampio repertorio dedicato ai macchiaioli
e post-macchiaioli, una serie di disegni di Lorenzo Viani e altre
opere di artisti moderni come Primo Conti e Ottone
Rosai.
L'ultima collezione privata entrata a far parte della collezione
è la quadreria degli oltre cento dipinti di Fabio Borbottoni,
di estrema rilevanza storica poiché documentano il centro
storico fiorentino nei suoi punti più caratteristici prima
delle trasformazioni subìte a seguito del trasferimento
della capitale a Firenze.
La mostra "Natività" sarà una ulteriore occasione
per i fiorentini di ammirare un vero e proprio percorso nella
sensibilità artistica e religiosa attraverso i secoli,
e una nuova importante occasione per Ente Cassa di Risparmio di
Firenze e Banca CR Firenze di confermare il loro ruolo di istituzioni
storicamente vocate alla promozione delle più alte tradizioni
culturali del territorio.
Le opere in mostra:
SCUOLA FIORENTINA SEC. XVI
Madonna col Bambino e San Giovannino, tempera su tavola, cm
81,5 x 68
La tavola è entrata in collezione nei primi anni '80
del Novecento. Assegnata all'ambito di Domenico e Ridolfo
del Ghirlandaio, il Marchini (1982) la ritiene più prossima
alla cerchia del Bugiardini, ma si tratta di un'opera tutt'ora
da studiare. La tradizionale iconografia che associa al Bambino
anche S. Giovannino è molto diffusa specialmente a Firenze
per il legame tra il Battista e la Città.
SCUOLA FIORENTINA SEC. XVI
Madonna col Bambino e San Giovannino, tempera
su tavola, diam. cm 85,5
La tavola fa parte della collezione da epoca imprecisata,
forse in possesso della Cassa già dagli anni '40
del Novecento. Nel 1982 il Marchini aveva effettuato l'unico
expertise fin'ora disponibile, che aveva escluso una problematica
attribuzione a Filippino Lippi con cui l'opera era stata
sino ad allora presentata. In realtà deve essere ancora
studiata a fondo.
MARIOTTO DI NARDO attr. (Firenze, 1394-1431 c.)
Madonna col Bambino, tempera su tavola, cm
107 x 61,5
Si tratta probabilmente della prima opera d'arte entrata
in collezione. Nei documenti della Cassa, infatti, risulta registrata
nell'anno 1924 una "madonna su fondo oro col bambino",
citata come proveniente dalle demolizioni ottocentesche del vecchio
Ghetto fiorentino. Ancorchè pubblicata come opera di Mariotto
di Nardo, uno dei più attivi e prolifici pittori tardo
gotici tra Trecento e Quattrocento, i caratteri stilisti non presentano
quelle marcate citazioni neo-giottesche tipiche di questo artista,
lasciando presupporre un ambito formale più avanzato, comunque
entro i primi due decenni del secolo XV.
FRANCESCO BOTTICINI (Firenze, 1446-1498)
Madonna in adorazione del Bambino, tempera
su tavola, diam. cm 90
La tavola è entrata in collezione nel 1971. È
concordemente assegnata dalla critica a Francesco Botticini, pittore
che non ha quel ruolo di protagonista che viene di solito attribuito
a personaggi a lui contemporanei come Botticelli, Andrea del Verrocchio,
Antonio e Piero del Pollaiolo o Andrea del Castagno. Tuttavia,
forse propria per questa sua collocazione intermedia in grado
di soddisfare una committenza più ampia e meno esigente,
è un pittore assai prolifico e attivo. L'opera esposta
è tipica della sua produzione di Madonne da capo-letto,
molto richiesta e diffusa al suo tempo. La composizione con una
graziosa e dolcissima Maria è inserita in un paesaggio
che richiama le atmosfere fiamminghe mutuate dal Ghirlandaio.
FILIPPINO LIPPI (Prato, 1457 c. - Firenze,
1504)
Madonna col Bambino e Angeli, tempera su tavola, diam. cm
173
La tavola è, insieme al Compianto sul Cristo
morto del Perugino, l'opera più importante della
collezione, acquisita nel 1982 dai Principi Corsini. Unanimemente
assegnata al Lippi maturo, è considerata il più
grande tondo della pittura rinascimentale. La composizione è
complessa e ricca di significati simbolici, sia nell'ambientazione
che nei rapporti tra le figure. I richiami stilistici al Botticelli,
specie negli angeli, o a Leonardo nel paesaggio sullo sfondo rifluiscono
in una visione ormai pienamente autonoma dell'artista che
qui realizza uno dei suoi capolavori.
JACQUES BLANCHARD (Paris, 1600 - 1638) attr.
Madonna col Bambino, olio su tela, cm 110 x 98
Fa parte di un nutrito gruppo di tele di antichi
maestri acquisite dalla Cassa nel 1972. L'opera è
entrata in collezione con l'attribuzione alla cerchia di
Jacques Blanchard, pittore francese poco conosciuto, che ha soggiornato
in Italia (Roma, Venezia e Torino), restando influenzato dalla
pittura veneta del Cinquecento (Paolo Veronese), da Jan Lyss e
poi soprattutto dai fiamminghi come Rubens e Jordaens. Benché
nella tela si riscontrino elementi riconducibili alle scuole anzidette
e a Vouet, lo stile in generale non sembra potersi identificare
pienamente con la qualità dell'artista francese,
per cui una attribuzione più diretta resta al momento sospesa.
ANDREA CELESTI (Venezia, 1637 - Toscolano? 1712)
Natività, olio su tela, cm 78 x 55
Adorazione dei Magi, olio su tela, cm 78 x 55
Fa parte di un nutrito gruppo di tele di antichi maestri acquisite
dalla Cassa nel 1972. La coppia di quadri costituisce un pendant
realizzato nelle forme tipiche della produzione tarda del Celesti.
Destinati presumibilmente alla devozione privata, anche per il
loro carattere bozzettistico, presentano l'accentuato uso
di una luce sovranaturale e diafana con effetti di fosforescenza,
che ricorda certe atmosfere del Correggio, mentre l'intenso
pittoricismo espresso anticipa lo stile dei fratelli Guardi.
BENEDETTO CRESPI detto IL BUSTINO
(sec. XVII)
Madonna che allatta, olio su tavola, cm 96 x 75
Fa parte di un nutrito gruppo di tele di antichi maestri acquisite
dalla Cassa nel 1972. Con il soprannome "Il Bustino"
troviamo, oltre ad un certo Daniele Crespi, soprattutto Antonio
Maria Crespi, attivo nella prima metà del Seicento, in
Piemonte, il cui nome è legato in modo particolare a commesse
realizzate tra le province di Como e Novara (Santuario di Orta
San Giulio). L'opera esposta in mostra deve essere tutt'ora
studiata e non si hanno al momento indicazioni sul citato Benedetto.
Tuttavia il quadro risalta per la felice sensibilità di
affetti e di intimità materna che manifesta, in un frangente
situazionale esaltato dal gesto dell'allattamento legato,
in storia dell'arte, ad un'ampia e ricca letteratura.
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Dove:
Sala delle Colonne
sede Banca CRF, Firenze |
Periodo:
dal 12/12/2006
al 12/01/2007 |
Orari:
lun-ven ore 8.30-16.45 |
Info: www.carifirenze.it |
Biglietti:
ingresso libero |
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