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Mondo Mondino. L'universo artistico di Aldo Mondino
Su proposta dell'Associazione degli Amici della Galleria d'Arte
Moderna di Bologna e grazie alla collaborazione della Galleria
Astuni, si aprirà la prossima primavera la più grande
mostra dedicata ad Aldo Mondino dalla sua scomparsa nel 2005
L'idea della mostra, ambientata nelle sorprendenti
stanze di Villa delle Rose a Bologna, parte dal "personaggio"
Mondino, che lo scrittore e saggista torinese Nico Orengo ha definito
sulle pagine de La Stampa come "il dandy fra i pittori della
sua generazione". Mondino infatti si interessava alle macchine
veloci, alle stoffe e ai sarti, amava le donne e i liquori, ed
era un inguaribile "curioso della vita".
Accanto all'esposizione di una scelta significativa dei suoi lavori,
partendo dagli anni '60, fino ad arrivare agli ultimi quadri e
sculture, l'idea è quella di restituire un "universo"
biografico dell'artista – che fu fra l'altro, il primo a
riconoscere l'importanza della Pop Art americana, quando in Italia
era ancora sconosciuta, e fu vicino, senza mai farsi coinvolgere
completamente, agli ambienti dell'Arte Povera.
Il progetto è volto a far emergere un Mondino a tutto tondo,
un mondo di interessi, scelte, amicizie (importante quella con
Boetti), frequentazioni, ma anche tic, passioni (come quella per
i viaggi e le altre culture), manie, che verranno concretizzate
esponendo materiale inedito o poco noto come lettere, fotografie,
documenti che diano senso e respiro alle opere vere e proprie.
Un mondo in cui lo spettatore sarà invitato a immergersi,
per lasciarsi conquistare dal fascino di quello che fu forse uno
degli ultimi "artisti" dotati di carisma del Novecento
italiano.
La mostra si articolerà negli spazi esterni di Villa delle
Rose (sculture), ed interni. Le opere saranno dislocate all'interno
della villa in base ad un percorso che ci porterà attraverso
le varie fasi creative dell'artista, dalle opere ironiche/metalinguistiche
(con cioccolatini, o penne a sfera), alle opere 'ebraiche', a
quelle dedicate ai numerosi paesi visitati ed amati da Mondino:
Marocco, Messico, Africa, Asia Minore. Il percorso sarà
corredato da un video con un'intervista all'artista.
Il catalogo
Il ricco catalogo, interamente e colori, è
stato pensato proprio a partire dall'impostazione della mostra,
ed è incentrato sul personaggio-uomo-artista Mondino. Insieme
alle opere esposte, contiene un regesto delle notevoli immagini
fotografiche scattate da Mondino durante la sua lunga carriera
e soprattutto nei suoi vagabondaggi per i continenti. Non un catalogo
esaustivo, quindi, quanto un tentativo di evidenziare lo spessore
artistico e l'inesauribile vena di ricerca dell'artista torinese
– la sua idea di arte come "anomalia" e ironica
messa in gioco delle regole di un mestiere "senza regole"–
quello che un altro grande piemontese come Cesare Pavese aveva
definito "il mestiere di vivere". In catalogo, testi
del direttore dell'Istituzione Galleria d'Arte Moderna di Bologna,
del Presidente degli Amici della GAM e del curatore della mostra.
Nota biografica
Aldo Mondino nasce a Torino nel 1938. Nel
'59 si trasferisce a Parigi, dove frequenta per due anni l'Atelier
17 di William Heyter, studia mosaico con Severini, frequenta i
giovani pittori surrealisti, esperienza che lascerà le
tracce nelle opere ludiche degli anni Sessanta. Nel 1960 torna
a Torino. L'incontro con Gian Enzo Sperone si rivela fondamentale.
Le sue opere sono aperte citazioni di pittori, da Casorati a Dine,
con riferimenti al mondo pop, alla segnaletica stradale e all'universo
infantile (Donna con le uova di Casorati, 1964). Da questo momento
in poi, comincia ad utilizzare scritte, parole e a sperimentare
materiali inusuali, come lo zucchero (Rosa di zucchero, 1972).
Nel 1970, nasce la serie dei King. Partendo da un fantoccio del
tutto somigliante al pittore, Mondino lo ritrae disposto come
su un quadrante di un orologio. Un'operazione del tutto concettuale,
legata alla magia della scansione del tempo. Questo sarà
ricordato dall'artista, come il primo incontro con se stesso e
con la pittura.
Nel 1976 partecipa alla 38.ma Biennale di Venezia, in cui si impegna
in un parallelismo filologico tra la sua arte e la composizione
di Schönberg. Dal 1985 inizia il ciclo legato ai viaggi:
Marocco, Turchia, India e l'oriente in generale, con un occhio
di riguardo nei confronti della Spagna con i suoi tori e toreri.
Nei quadri di tema orientaleggiante, Mondino rende protagonisti
personaggi della vita araba, ma anche rabbini, ortodossi, sultani
turchi e danze di Dervisci, senza tralasciare personaggi più
comuni come i mercanti dei bazar.
Negli ultimi anni, però, si esprime anche in quella che
è una delle sue più grandi aspirazioni, la scultura,
realizzando, ad esempio, una gettata in bronzo dal titolo "La
mamma di Boccioni", dove il seno della donna è costituito
da due grosse bocce. La sua insaziabile curiosità lo porta
poi ad avvicinarsi al bricolage e alla ceramica, che interpreta
anche come elemento di decoro di quadri.
A Partire dagli anni Novanta, il suo interesse si focalizza su
temi orientaleggianti. Nel 1993, alla Biennale veneziana, espone
una serie di quadri di grandi dimensioni, rappresentanti i Dervisci
nell'atto di danzare. In questi anni, l'oriente, coi suoi volti
e i suoi colori, sarà l'elemento dominante della sua poetica
(Schekitah, 1994; La siesta, 1997).
La passione nel realizzare lavori tridimensionali, lo porta ad
utilizzare materiali particolari, come la cioccolata (Scultura
un corno). Caratteristica comune alle due mostre intitolate The
Bizantine World di Milano e di Roma del 1999 è, infatti,
l'utilizzo esclusivo di cioccolatini. Nel 2000, compie il primo
viaggio in India e realizza la mostra dal titolo Flovers, alla
Birla Accademy di Calcutta.
Era un artista poliedrico Aldo Mondino, un artista che non ha
mai avuto paura di andare controcorrente, anzi lo faceva per scelta.
La sua vena creativa, supportata da una vasta cultura, lo portava
a sperimentare continuamente, a re-inventare le correnti che lo
avevano ispirato, a ironizzare sugli artisti da cui aveva voluto
distinguersi, a provocare per sentirsi libero.
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Dove:
Villa delle Rose, Galleria d'Arte
Moderna di Bologna |
Periodo:
dal 21/04/2007
al 16/06/2007 |
Orari:
tutti i giorni 15.00-19.00
chiuso lunedì |
Info: Tel.
051-436818
www.galleriadartemoderna.bo.it |
Coratori:
Marco Senaldi |
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