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EXHIBITIONS.IT - Mostre d'arte a Firenze e non solo - Art shows in Florence and beyondSistemi emotivi. Artisti contemporanei tra emozione e ragione negli spazi della Strozzina

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Sistemi emotivi. Artisti contemporanei tra emozione e ragione

Il progetto, curato da Franziska Nori (project director del CCCS) e da Martin Steinhoff (fenomenologo e studioso del tema), si svolge su 850 mq, nelle 11 sale del nuovo CCCS - Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, sotto il cortile di Palazzo Strozzi


Il progetto Sistemi Emotivi - artisti contemporanei tra emozione e ragione, curato da Franziska Nori, project director del CCCS e da Martin Steinhoff, fenomenologo e studioso del tema, si svolge su 850 mq, nelle 11 sale del Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, sotto il cortile di Palazzo Strozzi.

Ogni artista ha a disposizione una sala. Le opere selezionate hanno il denominatore comune di offrire differenti approcci al tema delle "emozioni".

Le prime opere che il visitatore incontra all'inizio del percorso sono due video dell'artista sudafricano William Kentridge che utilizza l'elemento narrativo, il gesto grafico e la musica per creare una suggestione e una particolare condivisione emotiva.

L'ambientazione delle storie narrate è il Sud Africa dell'Apartheid. Nei video di Kentridge riconosciamo gli stessi temi e gli stessi elementi simbolici come la morte, la solitudine esistenziale, l'amore e la grandezza della natura che, seppur nati dall'immaginario poetico e dall'interiorità personale dell'artista, facilmente entrano a far parte di una comprensione collettiva e di un bagaglio emotivo che diviene universale.

Il passaggio successivo è quello meditativo e intimo della poesia, nella sala in cui si trovano gli interventi, scritti e 'parlati' di tre poeti italiani Antonella Anedda, Elisa Biagini e Valerio Magrelli che non vogliono far percepire la poesia come distante e difficile, ma vissuta e letta come mezzo fondamentale per il "trasporto del carico emotivo", e cui ci si affida nei momenti a maggiore densità emotiva della vita.

A completare la percezione intima e meditativa delle emozioni, con un approccio più cognitivo e riflessivo è il lavoro di Maurice Benayoun, new media artist che svolge la sua ricerca artistica sulla correlazione tra emozioni e la logica della rete. In Mechanics of Emotions l'artista fa un monitoraggio delle migliaia di queries (richieste/domande) inoltrate dagli utenti nei motori di ricerca. Grazie ad un software appositamente sviluppato l'artista fa un'operazione di lettura incrociata di dati riferiti ad aree geografiche (città, paesi e continenti) con termini che definiscono stati emotivi in tempo reale. Le emozioni vengono successivamente rappresentate grazie a una mappa del globo tridimensionale composta da vari termini, parole come "glad-felice" o "sad-triste", "nervous-inquieto", "satisfied-soddisfatto". Questo lavoro di Benayoun, che è solo uno dei 3 presentati per Sistemi Emotivi, si basa su un'interpretazione della rete come organo metaforico. Internet viene letto come il sistema nervoso della comunità digitale, un sistema di filtro culturale e che rende visibile atmosfere ed emozioni.

Nel dialogo che si instaura tra l'opera d'arte e il singolo fruitore la sensazione può essere anche quella di spaesamento, di indeterminatezza e di ambiguità come nel caso dell'artista messicana Teresa Margolles, che, con la sua opera Air/Aire occupa la bianca, vuota e asettica sala successiva. Una piccola didascalia si limita a descrivere il materiale che costituisce l'istallazione, un climatizzatore e acqua vaporizzata, acqua che deriva dai laboratori degli obitori comunali di Città del Messico e con la quale sono stati lavati i cadaveri delle persone non ancora identificate, che vengono preparate per l'autopsia. La consapevolezza da parte del visitatore diviene parte integrante del processo artistico. Così facendo la Margolles eleva a soggetto attivo il visitatore, che completa l'istallazione grazie alla sua fantasia e alla sua capacità di visualizzazione interiore, creando una risposta emotiva, di repulsa e di disgusto, non di natura visiva e immediata, ma sensoriale e cognitiva.

La saletta adiacente, per contrasto, buia e misteriosa, è occupata dalla suggestiva installazione video Observance di Bill Viola. Come già in altri film, l'artista americano mette in scena una coreografia di personaggi contemporanei che interpretano scene tipiche dell'iconografia classica cristiana. Le figure vengono estrapolate da una simbologia religiosa e ricontestualizzate in una dimensione senza tempo e universalmente poetica, come metafora dell'essenza della condizione umana. Il tema o l'oggetto virtuale dell'opera è l'espressione fisica del dolore. Viola mostra l'intera azione in slow motion, portando i presenti a entrare lentamente nei dettagli dei gesti e dell'espressività mimica dei personaggi. Volendo seguire un'argomentazione neuroscientifica, l'opera di Viola è un perfetto esempio di ricerca di partecipazione (empatia) attraverso l'impatto visivo e l'attivazione dei neuroni specchio.
Un'altra reazione espressiva dalla valenza fortemente emozionale, tradizionalmente legata alla pittura soprattutto dal sorgere dell'astrattismo, è quella che nasce dalla visione e dalla percezione del colore. Per questa energia cromatica e valenza emozionale è stata scelta l'opera di Katharina Grosse per un intervento appositamente studiato per Sistemi Emotivi. La Grosse dialoga con lo spazio architettonico specifico ed entra in relazione diretta con l'ambiente in cui si prepara ad operare. La sua visione spaziale, il suo particolare coinvolgimento corporeo e la sua esperienza della realtà vengono tradotti in colore attraverso l'utilizzo immediato e impulsivo della pittura a spray. Il senso di movimento dei suoi enormi campi cromatici è dato dall'assenza di una forma chiusa e specifica e dalla dissoluzione dei contorni. Le sue energie creative, pertanto, si comporteranno in modo inaspettato e incontrollabile, suscitando nello spettatore un senso di vertigine.

Successivamente si incontra l'artista svizzero Yves Netzhammer che lavora con l'animazione digitale di figure umane, animali e nelle sue sequenze video 3D, suscita emozioni raccontando storie. Nelle numerose e brevi sequenze che compongono l'opera The Subjectivisation of Repetition, l'artista fa muovere in un'ambientazione fatta di forme e colori primari, ma immediatamente riconducibile alla realtà, degli ominidi incredibilmente malinconici ed estremamente "umani" nonostante l'astrazione delle loro forme corporee. Nuove forme vengono generate le une dalle altre fino a ri-creare un mondo nuovo, che suscita riflessione ed empatia in chi guarda. Ognuno di noi può entrare in quella nuova realtà digitale e prevalentemente simbolica cercando qualcosa della propria essenza, della propria limitatezza e della propria condizione fragile e vulnerabile di essere umano.

L'artista inglese, docente all'università di Plymouth, Christian Nold presenta, invece, Emotional Mapping, un progetto di ricerca pluriennale basato sulla partecipazione del pubblico e sulle tecnologie avanzate. Nold ha sviluppato uno strumento che rileva la tensione cutanea e la sudorazione, connesso con un sistema GPS (global positioning system). Questo strumento viene fornito a un cospicuo numero di persone che, così equipaggiate, percorrono autonomamente la loro città. Lo strumento (galvanic skin responce sensor) registra le reazioni fisiche degli utenti durante il percorso, generate da sensazioni emotive. Al rientro dal tragitto i dati vengono trasferiti su un computer che, grazie a un software appositamente programmato, li visualizza e li inserisce su una mappa di Google Earth. Il prodotto artistico nasce dai contenuti generati dagli utenti stessi (user generated content). Il principio che muove questo progetto è quello di personalizzare le esperienze artistiche e di rendere arte l'emozione individuale traducendola in una mappatura. Grazie a questo processo di materializzazione visiva l'emozione individuale si cristallizza in un'immagine che a sua volta riceve valenza di identità collettiva. Per Sistemi Emotivi l'artista lavorerà con la comunità artistica locale, facendo un workshop in città ai primi di Novembre 2007, creando una nuova "mappa emozionale" di Firenze.

L'ultima opera del percorso è Nomadic Time, installazione multimediale interattiva ideata dal compositore Andrea Ferrara, alias Ongakuaw. Tale installazione prevede la connessione di un individuo a una macchina che ne rileva le onde cerebrali. La performer, collegata alla macchina e chiusa in una gabbia come una cavia, assisterà alla proiezione di una videosequenza di 257 singole immagini di un albero sulla riva del fiume Arno, fotografato dall'artista nel corso dell'anno. Il numero delle immagini corrisponde al numero dei giorni nei quali Ferrara è stato presente per fotografare l'albero. I giorni di assenza sono simboleggiati da segni bianchi su sfondo nero, che appaiono per la frazione di un secondo sullo schermo. E l'assenza è rappresentata anche dalla mancanza della perfomer nei momenti in cui l'azione performativa è sospesa e rimangono solo gli oggetti lasciati nella gabbia vuota.

La risposta emotiva della performer, in forma di onde cerebrali emesse dal suo cervello, verrà registrata, codificata e digitalmente campionata da un computer. La codifica sarà usata come controllo di una strategia compositiva algoritmica in dati acustici; un software, appositamente creato dall'artista, tradurrà le onde registrate in suoni musicali. Il suono così generato rappresenterà una mappatura in tempo reale delle emozioni provate dall'individuo. Il materiale sonoro verrà diffuso nello spazio performativo, generando un'interferenza tra le sue emozioni visive e quelle uditive, con la quale, nei giorni seguenti alla sua azione, gli spettatori potranno a loro volta interagire.



Dove:
CCCS Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, Palzzo Strozzi, Firenze
Periodo:
dal 30/11/2007
al 03/02/2008
Orari:
Tutti i giorni 11.00-20.30
Chiuso lunedì
Info:
www.strozzina.org
Tel. 055-2645155
Biglietti:
- intero € 5,00 (valido per 5 ingressi in un mese, comprese lectures)
- scuole € 4,00
Catalogo:
Silvana Editoriale, Milano

con testi di
Antonio Damasio, Ronald De Sousa, David Feedberg
Note:
Prodotta, promossa e realizzata Fondazione Palazzo Strozzi
CCCS-Centro di Cultura Contemporanea Strozzinai

Con il sostegno di
Regione Toscana
Provincia di Firenze
Comune di Firenze
Camera di Commercio di Firenze
Associazione Partners Palazzo Strozzi

Ideazione e cura Franziska Nori
Martin Steinhoff

Progetto allestimento e sito web
Markus Bader

Coordinamento contenuti e testi Fiorella Nicosia

Coordinamento dell’allestimento Alessandra Lotti Margotti









 
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