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Moi! Autoritratti del XX secolo
Ispirata dalla straordinaria collezione
di autoritratti conservata nel Corridoio Vasariano, la mostra
offre al visitatore una panoramica di artisti internazionali che
nel corso del XX secolo hanno lasciato la propria immagine autoritratta
La mostra alla Galleria degli Uffizi
offre al visitatore una panoramica molto vasta ed elastica della
produzione di artisti, che – a raggio internazionale e nel
corso del XX secolo – hanno segnato le più varie
espressività artistiche, lasciando traccia, nello studio
di sé, dunque attraverso la propria immagine autoritratta,
delle problematiche che legano la storia con la sociologia, le
indagini psicanalitiche con le inquietudini e gli interrogativi
che hanno attraversato il secolo.
Pascal Bonafoux, ideatore e curatore
della mostra, fin dalla prima sede espositiva a Parigi, al Museo
del Luxembourg, la scorsa primavera, ha concepito un percorso senza
rigidità classificatorie, selezionando "con umiltà"
- per sua affermazione - il diverso porsi in effigie dell'artista.
Un percorso di studio e ricco di interrogativi: autoritratti osservati
dall'esterno e indagati nella loro genesi: in contrapposto o a confronto,
per rilevarne la somiglianza o meno, l'apposizione della maschera
e il variare dell'espressione, il segno della storia, oppure l'uso
della metamorfosi. Anche su una semplice firma, ovunque, lo sguardo
dell'artista, che si serve del corpo, ma dove scivolare verso la
vanità è facile, come lo specchio e la fotografia
permettono di vedere.
Per dare nome solo a qualcuno dei ritratti d'artista o al concetto
di sé, e mescolando per disinvoltura di citazione, sono in
mostra opere di: Magritte, Duchamp, Fontana, De
Chirico, Arman, Brancusi, Beuys e Vasarely, ma anche di Morandi,
Chagall, Warhol, Shiele, e di Suzanne Valadon o Kathe Kollwitz,
per citare le sempre minoritarie presenze femminili.
Ora la mostra, che tanto consenso ha raccolto a Parigi, è
stata trasferita a Firenze, grazie all'ospitalità offerta
dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale fiorentino, che,
insieme a Firenze Mostre e Firenze Musei, ripropone con qualche
variante il corpus di opere selezionato per la sede francese.
L'autoritratto è di casa a Firenze, la città dove,
per felice intuizione, la collezione dei ritratti d'artista ha avuto
origine, componendosi in oltre tre secoli in un complesso di opere
unico, per quantità e qualità.
Il pensiero va al cardinal Leopoldo de' Medici, che per primo amò
collezionare questo tipo di ritratto, ma anche a come si è
evoluta la collezione, aperta e viva ad oggi con i suoi più
di 1320 autoritratti, che documentano il mondo dell'arte contemporanea,
in Italia e all'estero.
Il prestigio, il ricordo, il riconoscimento, la vanità, ieri
come oggi. Ma se ieri, ricorda Pascal Bonafoux, il comune denominatore
della collezione era l'olio su tela, oggi sono le tecniche, tante,
ingegnose, provocatorie, documento della sperimentazione moderna,
che segnano di eterogeneità l'autoritratto.
Su questo ha lavorato il curatore della mostra, che per l'edizione
fiorentina conserva nel titolo un esplicito aggancio all'ideazione
francese: Moi!, il pronome interprete-simbolo dell'internazionalità
nell'iconografia autoriflessa; così per la copertina del
catalogo (SKIRA), dove la triplice immagine dell'americano Norman
Rockwell, sottilmente gioca sull'apparizione o scomparsa degli occhiali
e rimanda al ben noto triplice autoritratto di Johannes Gumpp degli
Uffizi.
L'esposizione si svolge nei locali (dodici sale) del complesso vasariano,
prima che gli stessi vengano definitivamente restaurati per il progetto
di ampliamento e riorganizzazione del museo.
L'allestimento, come un duplice nastro, quasi un doppio "filo
di Arianna", conduce il visitatore e l'artista stesso, che
si mostra e nel contempo osserva. Un gioco delle parti che infinito
muove al confronto.
Sovrasta il significato della mostra la grande sagoma di Keith Haring,
una enorme silhouette che tinge di verdesperanza un mondo ironico
e ricondotto all'essenziale.
Tra i prestatori, numerosi i musei stranieri e le collezioni private,
oltre naturalmente a molte presenze della collezione degli Uffizi.
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Dove: Galleria
degli Uffizi, Firenze |
Periodo:
dal 18/09/2004
al 09/01/2005 |
Orari:
mart-dom ore 8.15-18.50
(la biglietteria chiude alle 18.05)
Chiuso il lunedì, il 25 Dicembre 2004 e il 1
gennaio 2005 |
Info: www.polomuseale.firenze.it |
Biglietti:
(comprensivo dell’ingresso
al museo)
Intero € 9,50
Ridotto € 4.75 (cittadini EU 18-25 anni)
Gratuito per i cittadini EU sotto i 18 e sopra i 65
anni |
Catalogo:
ed.
Skira
a cura di Pascal Bonafoux
pp 286, € 50,00
ISBN 8884918553
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Note:
Enti Promotori
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino
Firenze Musei
Firenze Mostre Spa
Musée du Luxembourg, Parigi Ideazione
e progettazione
Pascal Bonafoux
Direzione della mostra
Giovanna Giusti
Allestimento
Piero Castri per Opera Laboratori Fiorentini Spa con
la supervisione tecnica per la Soprintendenza di Antonio
Godoli architetto degli Uffizi, e di Michele Grimaudo
responsabile della sicurezza
Realizzazione dell'allestimento
e gestione della mostra
Opera Laboratori Fiorentini Spa |
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