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I 'Volti della Memoria' di Charles Szymkowicz
Per la prima volta in Italia un'ampia antologica dell'artista
belga Charles Szymkowicz. Alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea
Raffele De Grada di San Gimignano fino al 28 maggio 2006
La mostra, terzo appuntamento di un progetto
dedicato al Belgio di cui fanno parte altre due esposizioni (già
teminate) di giovani artisti belga-fiamminghi, presenta attraverso
107 opere, di cui 70 dipinti, anche di grande formato, e 37 disegni
il percorso pittorico di Charles Szymkowicz lungo un quarantennio.
Benché Szymkowicz risieda ed operi a Charleroi in Belgio
(dove è nato nel 1948 da genitori ebrei polacchi emigrati
fra le due guerre), l'artista frequenta assiduamente la Toscana
che ha imparato ad amare attraverso la profonda amicizia con il
grande poeta e cantautore Leo Ferré, suo estimatore e autore
in chiave critica e poetica. Molto famoso in patria, l'artista
ha esposto principalmente in Europa in numerosi musei e gallerie.
In Italia, prima d'ora, ha tenuto una personale alla Galleria
Toninelli Arte Moderna di Milano, nel 1978, e successivamente, nel
1999, a Venezia nel Teatro Fondamenta Nuove.
La mostra “Volti dalla Memoria” propone una rilettura
storico-critica del percorso dell'artista che da un'iniziale
e vivida denuncia politico-sociale (anni Sessanta e Settanta), attraverso
una sempre più piena fiducia nei mezzi specifici della pittura,
perviene tra gli anni Ottanta e Novanta e in questo Duemila, all'attuale
dimensione espressionista.
Charles Szymkowicz appartiene alla "grande razza degli espressionisti
europei" con lontane radici realiste, da Meidner a Guttuso
(che riconosce idealmente come maestro), e si inserisce in una tradizione
figurativa con una forte intenzionalità denunciataria, sociale,
politica. Emblematica in tal senso è l'opera Le Monde e l'Oppression
del 1973 presente in mostra.
Ma Szymkowicz dialoga e si alimenta anche alle grandi fonti figurative
dell'espressionismo europeo, di chiave più esistenzialmente
individuale, da Kokoschka, a Soutine, a Bacon. Ed è attraverso
questa prospettiva che approda ad un forte espressionismo - definito
"etico" da Enrico Crispolti - che ci mostra una costante
condizione di tensione sia individuale che collettiva di vissuto
nel mondo attuale, insidiato da invasivi processi consumistici di
disumanizzazione, alienazione, sradicamento.
A questa condizione estraniante dell'uomo, Szymkowicz oppone un
forte e costante "vitalismo emotivo-partecipativo [...] Quasi
insomma 'un emozionalmente partecipo, dunque sono'", come afferma
sempre Crispolti nel suo ampio saggio, contenuto nella volume-catalogo
che accompagna la mostra.
Ecco allora i modi fortemente espressivi della sua figurazione pittorica,
gestuale e materica, attraverso cui Szymkowicz dialoga con i protagonisti
della storia, i grandi testimoni della complessità della
condizione individuale e collettiva del vissuto: da Rembrandt a
Rimbaud, a Kafka, a Beckett, a Bacon, considerati dall'artista dei
"frères humains", "fratelli umani" (per
riprendere un titolo ricorrente in alcuni suoi dipinti del 1989).
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Dove:
Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea "Raffele
De Grada" - Musei Civici di San Gimignano (SI) |
Periodo:
dal 04/03/2006
al 28/05/2006 |
Orari:
tutti i giorni 11-18 |
Info:
tel. 0577- 94034 |
Biglietti:
(compreso l'accesso al Museo)
intero € 3,50
ridotto € 2,50 |
Catalogo:
ed. Le Crache-Noir |
Curatori:
Enrico Crispolti, critico e storico
di arte contemporanea, direttore della Scuola di Specializzazione
in Storia dell'Arte dell'Università
degli Studi di Siena |
Note:
La mostra è organizzata dall'Assessorato
alla Cultura della Città di San Gimignano, Musei
Civici, con la Commissione Generale alle Relazioni Internazionali
della Comunità Francofona del Belgio Vallonia-Bruxelles
e la Scuola di Specializzazione in Storia dell'Arte
dell'Università di Siena |
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