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Mario Romoli. Un maestro toscano
del Novecento Una cospicua selezione di opere di Mario
Romoli, uno dei protagonisti della cultura novecentesca toscana
in mostra nella Sala del Fiorino della Galleria d'arte moderna di
Palazzo Pitti dal 5 febbraio all'11 marzo 2006
La Galleria d'Arte moderna di Palazzo Pitti
riscopre l'opera di Mario
Romoli, uno dei protagonisti dell'arte novecentesca toscana,
esponendo per la prima volta al pubblico una significativa selezione
dei suoi dipinti, dalle prime prove risalenti alla seconda metà
degli anni Venti fino a quelle immediatamente precedenti alla morte
avvenuta nel 1978.
La mostra, riconducibile entro il più ampio progetto di documentazione
dell'arte e della cultura del XX secolo che da sempre connota l'istituzione
fiorentina, si pone quale doveroso e necessario omaggio ad un maestro
fino ad oggi poco conosciuto se non per alcune delle sue opere che
caratterizzano il volto della città, come l'affresco di Piazza
della Calza del 1955.
Nell'occasione si è dunque inteso ricostruire nella sua globalità
la sfaccettata ed esuberante personalità dell'artista e i
diversi aspetti nei quali essa trovò declinazione, la pittura,
la ricerca scientifica, la scrittura e limpegno attivo nella vita
culturale del suo tempo.
Le opere ospitate nelle Sale del Fiorino consentono infatti di definire
e contestualizzare il percorso di ricerca compiuto da Romoli a partire
dagli esordi, nell'alveo della Firenze del ventennio, tra le originali
sperimentazioni in chiave arcaizzante e lo studio devoto della tradizione
figurativa rinascimentale da cui discesero la sua propensione alle
grandi superfici della pittura murale – affrontata per la
prima volta nella tempera per la Saletta Ristorante della Stazione
di S. Maria Novella (1935) – e l'attenzione al recupero di
tecniche antiche come l'affresco.
Un cammino che Romoli sviluppò coerentemente senza rinunciare
mai alla figurazione e mantenendo sempre alti i valori del disegno
e della forma almeno fino agli anni Sessanta, quando l'incontro
con la cultura francese caricherà la sua pittura di una nuova
inquietudine espressionista.
Gli approfondimenti in catalogo e l'apparato documentario che accompagna
l'esposizione permettono inoltre di riconsiderare gli studi di Romoli
in ambito scientifico nei quali, al pari della pittura, trovò
espressione la sua "urgente necessità di indagare con
spirito libero e indipendente sui molti misteri che costituiscono
la poesia della vita".
Tali ricerche lo condussero ad importanti sperimentazioni e scoperte
soprattutto nel campo della motoristica con l'invenzione di
un motore rotante alla cui realizzazione si dedicò assiduamente
negli ultimi decenni.
Lo stesso materiale d'archivio presentato in mostra ricorda infine
alcune vicende degli anni Cinquanta che lo videro protagonista,
dalla "presa" della Torre di Arnolfo per protestare contro
la partenza per l'America dei capolavori delle gallerie statali
(1956) al rocambolesco incontro con Picasso (1958) dal quale ottenne
in dono un disegno che avrebbe dovuto contribuire alla costruzione
a Firenze di quella sede espositiva per l'arte contemporanea
che proprio Romoli sostenne tra i primi, evidenziando un'esigenza ancora oggi non risolta. |
Dove: Sala
del Fiorino, Galleria di Arte Moderna - Palazzo Pitti,
Firenze |
Periodo:
dal 05/02/2006
al 13/03/2006 |
Orari:
tutti i giorni 8.15-13.50
(biglietteria fino alle 13.05)
Chiuso: 1°, 3°, 5° lunedì del mese;
2^ e 4^ domenica del mese |
Biglietti:
Compreso ingresso al museo:
- Intero € 5,00
- Ridotto € 2,50 (cittadini EU tra i 18 e i 25
anni)
- Gratuito per i cittadini EU sotto i 18 e sopra i 65
anni |
Catalogo:
A cura di Chiara Toti
Testi di Bruno Corà, Luciano Romoli, Chiara Toti
ed. Sillabe, Livorno |
Curatori:
Chiara Toti |
Note:
Enti Promotori
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino
Galleria d'arte moderna
Comitato tecnico-scientifico
Bruno Corà,
Paola Di Felice
Luciano Romoli
Marco Romoli
Carlo Sisi
Claudio Strinati Allestimento
Opera Laboratori Fiorentini S.p.a. |
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