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Intrecci mediterranei

Il tessuto come dizionario di rapporti economici, culturali e sociali è il soggetto della mostra organizzata dalla Fondazione Museo del Tessuto di Prato per illustrare il secolare percorso di nascita, crescita e sviluppo della cultura tessile mediterranea


Oltre 80 reperti tessili dal XI al XVII secolo tra tessuti, tappeti, capi di abbigliamento, libri rari - appartenenti alle principali manifatture presenti in Spagna, Italia, Turchia - saranno la testimonianza di quanto i rapporti commerciali tra le civiltà mediterranee abbiano determinato la crescita di culture diverse.

La mostra illustra il secolare percorso di nascita, crescita e sviluppo della cultura tessile mediterranea, intesa come frutto di un dialogo incessante e di una continua contaminazione stilistica e tecnica che le diverse civiltà affacciate sul mediterraneo hanno per secoli vicendevolmente intrapreso, dando vita a manifestazioni artistiche di altissimo livello artistico.

La produzione tessile di queste aree emerge quindi come un vero atlante stratificato di simboli e di segni, spesso originati da aree e da ambiti cronologici molto distanti, combinati in infinite varianti continuamente reinterpretate per esprimere significati sempre diversi.

Ogni motivo decorativo, ogni segno, ogni particolare tecnico, raccontano nei tessuti e nei tappeti secoli di stratificazioni, di contatti culturali e commerciali.

Oltre ad un cospicuo numero di tessuti antichi appartenenti alle collezioni del Museo del Tessuto, alcuni dei quali saranno esposti per la prima volta al pubblico, la mostra vede la partecipazione di numerose istituzioni museali italiane ed estere che attraverso i loro prestiti garantiranno una panoramica ampia della produzione tessile antica nel bacino del mediterraneo.

Tra i reperti spicca il tappeto mamelucco egiziano proveniente dalla Galleria del Costume di Palazzo Pitti (metà del XVI secolo): è l'esemplare più grande conosciuto al mondo per questa tipologia, con i suoi 11 X 4 metri circa.

Si tratta di un reperto bellissimo e straordinario per importanza, dato che sembra riconoscibile nel tappeto cairino citato nel guardaroba mediceo nel 1557.

Pressoché sconosciuto è inoltre il rarissimo tappeto selendi ad uccelli a fondo bianco, di proprietà del Comune di Assisi (Anatolia occidentale, fine XVI -inizi XVII secolo).

Una preziosa quanto poco nota testimonianza di 'contaminazione' tra Oriente e Occidente, e tra civiltà e religioni diverse, è rappresentata dal tappeto di produzione islamico-egiziana destinato al culto ebraico proveniente dalla Sinagoga di Padova.

In quest'ultimo, la contaminazione culturale raggiunge l'apice, visto che si tratta di un'opera realizzata in Egitto, ma caratterizzata da un'iconografia desunta dal frontespizio di un libro ebraico stampato in Italia nel Cinquecento con al centro la citazione di un salmo in caratteri ebraici.


Dove:
Museo del Tessuto, Prato
Periodo:
dal 05/05/2006
al 30/09/2006

PROROGA AL 30/10/2006
Orario:
Feriali 10-18
Sabato 10-14
Domenica 16-19
Chiuso martedì
info:
tel. 0574-611503
www.museodeltessuto.it
Biglietti:
intero € 4,00
Catalogo:
ed. Museo del Tessuto
Note:
mostra organizzata dalla Fondazione Museo del Tessuto di Prato in collaborazione con Istituto Internazionale di Storia Economica "F. Datini" e Regione Toscana





 
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