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Fausto Melotti. Consonanze
La mostra-evento ideata e progettata da Bruno Corà, direttore
artistico del CAMeC, con opere di Fausto Melotti e interventi
di Enrico Castellani, Luciano Fabro, Giulio Paolini, mette in
risalto a vent'anni dalla scomparsa del maestro una delle qualità
essenziali del grande artista nato a Rovereto oltre un secolo
fa
Il Direttore artistico del CAMeC Bruno Corà dedica a Fausto
Melotti, nel ventennale della sua scomparsa, una mostra-evento che
mette in risalto le qualità essenziali di questo grande artista
del nostro Novecento, nato a Rovereto poco più di un secolo
fa. La mostra prende il titolo di "Consonanze" poiché
proprio alla musica e allo spirito della sonorità nella più
ampia accezione sono ispirate molte delle opere del grande artista
trentino.
"Con Melotti il gioco delle metafore si allarga e non solo
viene posta in campo l'architettura, ma la musica. Musica vorrà
dire esecuzione ritmica e armonica che si dilata nello spazio, appunto
vibrazione, di cui filamenti, forme, ramificazioni del metallo o
dei gessi sono l'eco o il risvolto figurativo che si prolunga oltre
il limite definito dagli oggetti prescelti. La scultura assume il
ruolo sfuggente e sorprendente di un commutatore, di una cassa di
risonanza di rimandi plastici, accennati e abbandonati come arpeggi
o improvvise presenze emblematiche" (Fossati).
La mostra pertanto, facendo fulcro su una serie di significative
opere di Melotti recanti il denominatore comune della 'musica',
vede la compresenza di alcuni artisti - Castellani, Fabro, Paolini
- che, in modi diversi, sono con lui dialettici per quanto la loro
opera riverbera espressioni di armonia e condivisione poetica mediante
lavori intrinsecamente connessi, attraverso il ritmo, l'iterazione,
la pausa, all'opera di Melotti.
Accanto dunque a un consistente nucleo di opere di Melotti scelte
tra Scultura n.21 (1935), Scultura G (Nove Cerchi) 1967, Scultura
A (I Pendoli) 1968, Contrappunto IX (1972), Canone variato III (1972),
Bestia politica (1972), Scala musicale (1974), Controcanto (1975),
Lazzaro (1980), I Lunari (1981) ed altre, tre ambienti saranno dedicati
al contributo specifico, un omaggio, degli artisti Castellani, Fabro
e Paolini a Melotti e alla mostra con opere scelte per l'occasione.
Nella mostra saranno altresì esposti libri, poesie e documenti
di Melotti volti a dimostrare il suo interesse per la musica; Melotti
infatti, dopo aver studiato pianoforte durante l'adolescenza, in
gioventù ha seguito corsi di organo, approfondendo la disciplina
del contrappunto, e conseguito il diploma presso il Conservatorio
di Musica di Rovereto.
In occasione dell'importante evento sarà rivolto a un grande
musicista contemporaneo un invito particolare a segnare con un'esecuzione
straordianria e con la sua presenza questo importante anniversario
della scomparsa del grande scultore.
A conclusione della significativa iniziativa sarà edito un
catalogo che, oltre a raccogliere le immagini delle opere di Melotti
e degli altri artisti, sarà ricco di riflessioni e testimonianze
critiche dovute a Gillo Dorfles, Alberto Fiz, Bruno Corà
e di altri importanti contributi di studiosi a cui è stato
rivolto l'invito a scrivere in occasione di questo anniversario.
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Dove: CAMeC
Centro di Arte Moderna e Contemporanea,
La Spezia (SP) |
Periodo:
dal 01/07/2006
al 15/10/2006 |
Orari:
mar-sab 10-13 e15-19
domenica 11-19
lunedì chiuso |
Info:
tel. 0187-734593 |
Biglietti:
Intero € 6,00
Ridotto € 4,00
Ridotto speciale €
3,00
Scuole € 3,00 |
Curatori:
Bruno Corà |
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