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Lorenzo Monaco dalla tradizione giottesca
al Rinascimento La Galleria dell'Accademia di Firenze
ospita la prima grande mostra monografica dedicata a Lorenzo Monaco,
frate e pittore, protagonista di primo piano dell'arte tardogotica
in Italia, che ancora attende la giusta consacrazione del vasto
pubblico
La Galleria dell'Accademia di Firenze
ospita la prima grande mostra monografica dedicata a Lorenzo Monaco,
frate e pittore, protagonista di primo piano dell'arte tardogotica
in Italia, ben conosciuto ed apprezzato dagli specialisti, ma che
ancora attende la giusta consacrazione del vasto pubblico dei nostri
giorni.
La mostra, promossa dal Ministero per
i Beni e le Attività Culturali, dalla Soprintendenza Speciale
per il Polo Museale Fiorentino, dalla Galleria dell'Accademia e
dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, curata da Angelo Tartuferi
non poteva avere sede più adeguata poiché la Galleria
dell'Accademia annovera nelle sue collezioni ben diciotto tavole,
singole o elementi superstiti di complessi più vasti, attribuibili
con certezza a Lorenzo Monaco: si tratta di gran lunga del nucleo
più numeroso rispetto a quello di ogni altra raccolta al
mondo.
Vale la pena, inoltre, sottolineare che, come in tutte le mostre
di sicuro taglio scientifico, si può seguire l'intero percorso
stilistico e cronologico dell'artista attraverso i dipinti più
significativi e qualitativamente più rilevanti.
Il pittore, nato nel 1370 circa, vestì l'abito di frate camaldolese
come Don Lorenzo nel convento di Santa Maria degli Angeli a Firenze.
Egli operò, con piena consapevolezza, in uno dei periodi
più vitali e creativi dell'arte italiana, rapportandosi in
maniera costante con i protagonisti principali della scena artistica
fiorentina.
Se la sua arte lo contraddistingue come il più degno e conclusivo
erede della tradizione giottesca sul finire del XIV secolo, il pittore
operò negli anni della sua maturità mentre alcuni
dei protagonisti della prima generazione artistica rinascimentale
esprimevano le loro prime prove; ricordiamo Lorenzo Ghiberti, Filippo
Brunelleschi, Masolino da Panicale, Masaccio e, su tutti, il Beato
Angelico, l'altro grandissimo frate e pittore che probabilmente
dovette in massima parte al camaldolese la sua formazione artistica,
ma che, d'altro lato, ne ha oscurato inevitabilmente il ruolo storico.
E' di fondamentale importanza tener conto del contesto monastico
in cui Don Lorenzo di Giovanni andò operando, per comprendere
la profonda intensa spiritualità che caratterizza le sue
opere. Le scelte artistiche operate da Lorenzo Monaco, come da tempo
gli studiosi sottolineano, erano dettate dall'esigenza di dare visibilità
ampia e puntuale agli orientamenti spirituali dell'Ordine Camaldolese.
I suoi dipinti lo esprimono in molteplici aspetti ed in particolare
nel timbro cromatico - che predilige colori chiari e freddi, di
estrema raffinatezza, stesi con particolari preziosi effetti di
cangiantismo -, nella raffinatezza delle finiture e delle decorazioni
marginali.
Ma è il disegno impareggiabile, duttile e raffinato, il vero
tratto distintivo dell'arte del maestro camaldolese, che raggiunse
vertici di fantasia accesa e sbrigliata, soprattutto nella fase
matura della sua attività, tali da garantirgli un ruolo di
primissimo piano nel contesto della variegatissima e contraddittoria
civiltà figurativa tardogotica toscana.
Una delle principali attrattive della mostra è costituita
dalle molte ricomposizioni di complessi più o meno grandi
che sono andati dispersi in epoche diverse, i cui elementi sono
pervenuti da collezioni pubbliche e private di mezzo mondo. Si tratta
di occasioni irripetibili per studiosi di ambito internazionale.
Si comincia dalla predella di un trittico che fu dipinto per la
cappella Nobili nel Capitolo di Santa Maria degli Angeli nel 1387-1388,
eseguita in massima parte dal giovane Lorenzo Monaco mentre si trovava
ancora nella bottega di Agnolo Gaddi, cui spetta l'esecuzione delle
parti principali dell'opera; ancora, si è potuto ricomporre
invece quasi per intero un altro complesso d'altare che il pittore
dipinse ormai verso i trenta anni d'età, per una cappella
di patronato Ardinghelli in Santa Maria del Carmine a Firenze, per
il quale disponiamo anche dei documenti di pagamento degli anni
1398-1400.
In questa fase il pittore dimostra di essere partecipe dell'importante
parentesi neogiottesca, che investì larghi strati della pittura
fiorentina nel periodo 1380-1410, espressa anche nell'Orazione nell'Orto
(Galleria dell'Accademia), dove tuttavia è già possibile
intravedere i segni della svolta gotica del grande artista realizzatasi
intorno alla metà del primo decennio e documentata in opere
fondamentali quali il Cristo in pietà con i simboli della
Passione (Galleria dell'Accademia) e il trittico della Pinacoteca
di Empoli, entrambe riferibili al 1404.
Questa profonda, repentina evoluzione stilistica in senso gotico
del pittore è, a ben vedere, tuttora avvolta nel mistero,
dal punto di vista critico e non può essere legata solo all'influenza
di Lorenzo Ghiberti o di un altro grande pittore, Gherardo di Jacopo,
detto Starnina, rientrato all'inizio del Quattrocento da un soggiorno
in Spagna.
In un certo senso, e in maniera abbastanza inaspettata, un religioso
dedito al mestiere del pittore – dal quale ci si sarebbe potuti
aspettare forse una tendenza al conservatorismo – 'inventò'
un suo stile, affidato ad un linguaggio assolutamente inconfondibile,
completamente diverso da quello dei suoi colleghi.
Un linguaggio che egli seppe tradurre, con inalterata bellezza e
qualità, sulle pagine dei molti codici miniati che ebbe l'incarico
di decorare per il suo ordine monastico.
I capolavori di questa sezione fondamentale della mostra sono i
cinque imponenti corali della Biblioteca Mediceo Laurenziana di
Firenze, decorati da Lorenzo Monaco e dai suoi aiuti per il Monastero
di Santa Maria degli Angeli in un ampio arco temporale.
Accanto ad ognuno di essi saranno esposte, per la prima volta, le
iniziali ritagliate che furono asportate da essi perlopiù
nel XIX secolo, oggi disperse in varie collezioni pubbliche e private
nel mondo.
Tra i capolavori in mostra ricordiamo inoltre il bellissimo Compianto
sul Cristo morto della Galleria Nazionale di Praga, prodigiosa virtuosistica
prova di verticalismo compositivo, che anticipa le creazioni più
fantastiche di Giovanni di Paolo a Siena; la solenne pala raffigurante
la Madonna col Bambino, opera della piena maturità del pittore,
pervenuta dalla National Gallery of Art di Washington, recante la
data del 1413.
Ancora segnaliamo preziose e 'uniche' ricomposizioni - occasioni
irripetibili per gli studiosi di tutto il mondo - come quella del
singolare trittico recante al centro la Crocifissione del Museo
Bandini a Fiesole e per laterali il San Francesco che riceve le
stimmate del Rijksmuseum di Amsterdam e i Funerali di San Francesco
della Galleria Pallavicini a Roma.
Non dimentichiamo il frammento inedito di un Sant'Antonio Abate,
scoperto in una raccolta privata inglese, celato da una ridipintura,
che una volta rimossa ha rivelato un inedito brano di notevolissima
qualità, certamente autografo del grande artista e riferibile
al 1415-1420; il prezioso dittichetto 'da viaggio' composto da due
superbi dipinti ognuno di circa 23 centimetri per 18, raffiguranti
la Madonna dell'Umiltà, appartenente al Museo Thorvaldsen
di Copenhagen; un indimenticabile San Girolamo nello studio del
Rijksmuseum di Amsterdam.
La fase estrema dell'attività dell'artista è testimoniata
da capolavori assoluti quali l'Adorazione dei Magi della Galleria
degli Uffizi o lo stupefacente disegno su pergamena acquerellato
con un fiabesco, irreale Viaggio dei Magi, appartenente al Gabinetto
dei Disegni dei Musei di Berlino.
Il testamento artistico di Don Lorenzo è affidato alle tre
tavole di predella del Museo di San Marco a Firenze, raffiguranti
la Natività, il Miracolo di San Nicola e la Storia di Sant'Onofrio,
eseguite con relative cuspidi con il Cristo risorto, il Noli me
tangere e le Marie al Sepolcro, per una pala d'altare commissionata
dal potentissimo Palla di Onofrio Strozzi (lo stesso committente
della celeberrima pala di Gentile da Fabriano con l'Adorazione dei
Magi conservata agli Uffizi) che, lasciata incompiuta da Lorenzo
Monaco quasi certamente per il sopraggiungere della morte, fu ultimata
nella parte centrale dal Beato Angelico con la Deposizione di Croce.
Sono alcuni capolavori del giovane Beato Angelico a concludere la
mostra, quasi a simboleggiare un ideale passaggio di consegne, apprezzabile
nella Madonna dell'Umiltà con quattro angeli del Museo dell'Ermitage
di San Pietroburgo, il più antico capolavoro del pittore
domenicano, dove appare abbastanza evidente, soprattutto nelle figure
angeliche, il legame d'origine con il mondo figurativo di Lorenzo
Monaco.
Infine una novità assoluta sarà rappresentata da un
affresco staccato da un tabernacolo fiorentino, assai frammentario
e guasto, identificato ultimamente da Miklos Boskovits come opera
dell'Angelico, esposto insieme alla sinopia relativa.
Elenco prestatori
Amsterdam, Rijksmuseum
Aachen, Suermondt-Ludwig-Museum
Baltimora,The Walters Art Museum
Berlino, Staatliche Museen, Kupferstichkabinett
Berlino, Staatliche Museen, Gemäldegalerie
Bologna, Museo Civico Medievale
Camaldoli, Archicenobio dell’Eremo di Camaldoli
Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana
Chicago, The Art Institute of Chicago, Mr. and Mrs. Martin A. Ryerson
Collection
Copenhagen, Statens Museum for Kunst
Copenhagen,Thorvaldsens Museum
Empoli (Firenze), Museo della Collegiata di S. Andrea
Fiesole (Firenze), Museo Bandini
Firenze, A.N.M.I.G. (Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi
di Guerra), sez. Firenze
Firenze, Istituto Statale d’Arte, Gipsoteca
Firenze, Museo di San Marco
Firenze, Museo Nazionale del Bargello
Firenze, Galleria degli Uffizi
Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi
Firenze, Opera di Santa Croce
Firenze, Galleria dell’Istituto degli Innocenti
Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana
Friburgo, Institut S.te-Ursule
Leicester, Leicester City Museums service
Londra, The National Gallery
Milano, Museo Diocesano
Monte San Savino (AR), Santuario S. Maria delle Vertighe, Provincia
toscana Frati Minori
New York, Lent by The Metropolitan Museum of Art, Gwynne Andrews
Fund, and Gift of Paul Peralta Ramos, by exchange, 1965
New York, Lent by The Metropolitan Museum of Art, Gwynne Andrews
Fund, and Bequest of Mabel Choate, in memory of her father, Joseph
Hodges Choate, by exchange, 1965
New York, Lent by The Metropolitan Museum of Art, Robert Lehman
Collection, 1975
New York, Lent by The Metropolitan Museum of Art, Purchase, Lila
Acheson Wallace Gift, 1999
New York, Lent by The Metropolitan Museum of Art, The Cloisters
Collection, 1953
Palermo, Galleria Regionale della Sicilia
Parigi, Musée du Louvre, Département des Arts Graphiques
Parigi, Musée du Louvre, Département des Peintures
Putignano (Pisa), Chiesa di Sant’Ermete
Pistoia, Capitolo della Cattedrale di San Zeno
Praga, Národní Galerie v Praze
Prato, Museo Civico
Princeton, Princeton University Art Museum, gift of Mrs Henry White
Cannon
Roma, Galleria Pallavicini
San Diego, San Diego Museum of Art
San Pietroburgo, Museo Statale dell’Ermitage
Siena, Pinacoteca Nazionale
Toledo (Ohio), Lent by the Toledo Museum of Art; Purchased with
funds from the Libbey Endowment, Gift of Edward Drummond Libbey
Varsavia, Museo Nazionale
Washington, D.C., National Gallery of Art
Collezioni private:
Amburgo, Courtesy of
Dr. Jörn Günther Antiquariat,
New York, Collection Bob P. Haboldt
New York, Richard L. Feigen
New York, Courtesy of
Richard L. Feigen & Co.
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Dove: Galleria
dell'Accademia, Firenze |
Periodo:
dal 09/05/2006
al 24/09/2006 |
Orari:
mar-dom ore 8.15-18.50
(biglietteria chiude alle 18.20)
lunedì chiuso |
Info: www.lorenzomonaco2006.it
tel. 055-2654321 |
Biglietti:
Compreso l’ingresso al Museo:
- Intero € 9,50
- Ridotto € 4,75 (cittadini EU 18-25 anni)
- Gratuito (cittadini EU sotto i 18 e sopra i 65 anni) |
Prenotazioni:
Firenze Musei
tel. 055-2654321 |
Scuole:
La prenotazione per i gruppi scolastici
è gratuita ed obbligatoria. Visite guidate per
le scolaresche solo su prenotazione al costo di €
3,00 ad alunno. Prenotazioni e info tel. 055-290112 |
Catalogo:
Giunti
Editore
pp 336, € 48,00
A cura di Angelo Tartuferi, Daniela Parenti
Autori dei saggi: Luciano Bellosi, Anneke de
Vries, Gaudenz Freuler, Laurence B. Kanter, Ada Labriola,
Roberta Melis, Daniela Parenti, Victor M. Schmidt, Maria
Sfarmeli, Erling Skaug, Angelo Tartuferi
Autori delle schede: Luciano Bellosi, Anna
Bisceglia, Milvia Bollati, Gaudenz Freuler, Marina Ginanni,
Laurence B. Kanter, Ada Labriola, Dora Liscia Bemporad,
Lorenza Melli, Daniela Parenti, Simona Pasquinucci,
Francesca Pasut, Elena Prandi, Divo Savelli, Lorenzo
Sbaraglio, Victor M. Schmidt, Magnolia Scudieri, Erling
Skaug, Andrea Staderini, Angelo Tartuferi, Johannes
Tripps, Stefan Weppelmann
ISBN 8809047591
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Note: Enti
Promotori
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino
Galleria dell'Accademia di Firenze
Firenze Musei
Ente Cassa di Risparmio di Firenze
Presidenza
Antonio Paolucci
Direzione e coordinamento
Franca Falletti
Progetto scientifico
Angelo Tartuferi
Comitato scientifico
Cristina Acidini, Luciano Bellosi, Giorgio Bonsanti,
Miklós Boskovits, Everett Fahy, Franca Falletti,
Gaudenz Freuler, Ada Labriola, Antonio Paolucci, Daniela
Parenti, Bruno Santi, Magnolia Scudieri, Angelo Tartuferi
Curatela
Angelo Tartuferi con l'assistenza diDaniela Parenti
Segreteria scientifica
Francesca Ciaravino
Responsabile per la conservazione e la sicurezza
delle opere
Franca Falletti
Consulenza e assistenza tecnico-scientifica
Roberto Boddi, Michela Piccolo (Opificio delle Pietre
Dure), Mario Celesia, Marina Ginanni, Marco Marchi,
Giuseppe Montagna, Elena Prandi (Laboratorio di restauro
del Polo Museale Fiorentino), Rossella Lari
Progetto scientifico
Angelo Tartuferi con Daniela Parenti
Ideazione e progettazione dell'allestimento
Piero Guicciardini e Marco Magni
Direzione dei lavori
Maria Cristina Valenti
con l'assistenza di Ilaria Castellani
Realizzazione
Opera Laboratori Fiorentini |
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