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EXHIBITIONS.IT - Mostre d'arte a Firenze e non solo - Art shows in Florence and beyondDilvo Lotti. Un maestro dell'espressionismo europeo in mostra nei musei di San Miniato (Pisa)

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Dilvo Lotti. Un maestro dell'espressionismo europeo

E' una mostra grande quanto tutta la città quella che San Miniato dedica al 'suo' Dilvo Lotti, oggi novantaduenne, che con la sua vicenda artistica e umana è testimone di tutto il '900


Sono più di cento le opere esposte lungo tutti i poli del Sistema Museale cittadino, dal Museo Diocesano d'arte sacra al Conservatorio di S. Chiara per la mostra che raccoglie oltre 70 anni di attività creativa di Dilvo Lotti, artista samminiatese che ha dedicato la sua vita a misurarsi con le grandi domande dell'umanità, cercando di tradurle in immagine.

Le prime opere risalgono al lontano 1933 e le ultime ai primi anni del nuovo millennio.
Amico e protetto di Soffici e di Papini, apprezzato e stimato negli ambienti culturali fiorentini tra gli anni Trenta e gli anni '50, amico di La Pira, Lotti si è confrontato in particolare coi temi della spiritualità cristiana, reinterpretandoli in chiave decisamente contemporanea e moderna, con grande impegno, ma anche con occhio ironico e allo stesso tempo con dolorosa intensa parecipazione.

Lotti è un artista espressionista per la tonalità aggressiva dei colori, per il carattere graffiante del tratto, per il coraggio dei temi affrontati, per la passione e l'amore che dilagano in tutte le sue opere.

La mostra è infine arricchita dalle immagini delle pareti affrescate e ricche di ceramiche incastonate della dimora dei Lotti e del laboratorio del pittore, nonchè di uno straordinario corredo fotografico che collega Lotti con i suoi maestri fiorentini (Chiappelli e Parigi), con uomini incontrati lungo il cammino spirituale (tra tutti Giorgio La Pira e Don Ruggini, il fondatore, insieme a Lotti e Beppe Gazzini dell'Istituto del Dramma Popolare), grandi scrittori contemporanei (che come Sinclair Lewis visitarono negli anni '50 casa Lotti), registi di fama mondiale e sanminiatesi come i fratelli Paolo e Vittorio Taviani, autori incontrati nel suo lavoro di grafico per l'Istituto del Dramma Popolare (J. Maritain, E. Wiesel, K. Wojtyla).

La mostra è corredata da un bel catalogo curato da Luca Macchi e stampato dalla Felici editore di Pisa.


Percorso espositivo:

1) Conservatorio di Santa Chiara
Sono qui esposte opere di Lotti che richiamano per contenuto, significato, soggetto quelle dei maestri antichi già collocate all'interno dell'ex chiesa del convento di clarisse, con particolare riferimento alle croci - il Crocifisso di San Rocco e quello di Deodato Orlandi - e alle crocifissioni. Le opere dedicate da Lotti a Napoleone Bonaparte si legano alla frequenza dell'educandato da parte di religiose appartenenti alla famiglia Buonaparte di San Miniato. Si trovano qui esposti anche il bell' Autoritratto del 1939, riprodotto come manifesto dell'esposizione, la Processione degli scalzi coronati e i disegni del Dies irae.

2) Museo Diocesano d'Arte Sacra
All'interno di questo polo museale sono concentrate le opere che hanno carattere spiccatamente sacro e religioso. Qui infatti confluiscono i dipinti di maggiore intensità artistica e spirituale prodotti dall'artista. L'arte sacra occupa una posizione di primo piano nel lavoro dell'artista sanminiatese che non a caso si è confrontato con tutti i temi e i valori religiosi classici e con le loro forme rappresentative. La collocazione dell'arte sacra di Lotti all'interno del Museo Diocesano ha lo scopo di consentire ai visitatori un confronto tra le forme di rappresentazione dei temi sacri nella pittura contemporanea e gli stili e le tendenze dell'arte medievale e moderna delle opere esposte nelle sale del museo.

3) Palazzo Buonaparte (Ufficio delle Entrate)
L'esposizione distribuita all'interno di uffici e corridoi comprende circa trenta opere. Esse costituiscono il lavoro degli ultimi due decenni del pittore e manifestano la costante attenzione di Lotti verso i grandi avvenimenti della nostra epoca, frutto dell'invenzione di un pittore sempre giovane e al passo coi tempi. Da citare La nube di Chernobyl e l' Annunciazione apocalittica, scultura in legno che accoglie il visitatore non appena varcata la soglia di ingresso.

4) Museo della Arciconfraternita di Misericordia
Sono esposte le opere che hanno attinenza coi temi della solidarietà sociale e col messaggio di carità, sentito e artisticamente praticato dal pittore. Da ricordare Le sette opere di Misericordia, Il cardinale prigioniero e La chiesa del silenzio.

5) Via Angelica
Sono qui distribuite opere che testimoniano della grande manualità del pittore, che, come pochi nel Novecento, si è cimentato nell'uso delle tecniche artistiche tra le più diverse, dal vetro, al mosaico, fino all'affresco, alle diverse maniere dell'incisione, acquaforte, e xilografia, e all'olio. Sono qui riprodotte anche le immagini di alcune tra le opere dell'artista (il mosaico, le vetrate, gli affreschi) realizzate all'interno di chiese di numerose parti d'Italia.

6) Rocca Federiciana
Ai diversi piani dell'edificio sono collocate le riproduzioni delle pareti e delle stanze della casa-laboratorio del pittore. L'obiettivo è quello di creare un parallelo tra la torre simbolo della città di San Miniato e la casa-torre abitata dall'artista, riproponendone le pareti e i soffitti affrescati, gli oggetti, le ceramiche, i luoghi della vita quotidiana, lo studio, i cavalletti, le tele, i pennelli, la ricca biblioteca. Al visitatore viene così concesso di entrare nella vita di tutti  i giorni del maestro e di immergersi nel mondo colorato e fantastico che il Lotti ha creato intorno a sé, attraverso lo scorcio di una porta decorata, le maschere e i pinocchi appesi sopra il letto da poter guardare non appena svegli, e mille altri oggetti colorati e bizzarri.

7) Accademia degli Euteleti
Si dà conto dell'opera di Lotti scrittore, narratore, autore di saggi a carattere storico e artistico, illustratore di libri. Nell'ambito di questa attività meritano di essere ricordate le illustrazioni dell'opuscolo per l'Istituto del Dramma Popolare dedicato alla presentazione del testo teatrale del premio Nobel Elie Wiesel, Il processo di Shamgorod (1983), i disegni che illustrano il manifesto dell'opera teatrale di Papa Wojtyla, Giobbe, il piccolo volume arricchito da incisioni dedicato a Giovanni Papini, e il volume di acqueforti dal titolo Bacco in Toscana.

8) Museo Archeologico
Si possono qui vedere le riproduzioni dei disegni realizzati da Dilvo Lotti, e dedicati alle raffigurazioni delle 7 contrade in cui era divisa la città di San Miniato nel Medioevo. A questi si aggiunge il più famoso Disegno della città delle 20 miglia, da cui è stato coniato uno dei più popolari modi di denominare la cittadina, ossia luogo distante circa 20 miglia dalle più importanti città della Toscana. Sono inoltre esposte le colorate e divertenti ceramiche realizzate dall'artista, tra cui quelle che raffigurano Don Chisciotte e Sancho Pansa.

9) Oratorio del Loretino
Viene presentata una ricca sezione fotografica, all'interno della quale sono esposte foto che ritraggono, non solo il Lotti artista, con critici e personalità di rilievo della cultura nazionale ed internazionale, ma anche il Lotti privato, circondato dagli affetti e dagli amici. E così si trova fotografato l'incontro con Sinclair Lewis, autore delle Cronache di Narnia, con Jacques Maritain, e con i registi Paolo e Vittorio Taviani, ma anche Dilvo Lotti, giovane ufficiale, e con l'altra metà del suo mondo, la moglie Giuseppina. Le foto intendono fornire un quadro completo della personalità dell'artista, ampliando l'orizzonte del visitatore su una biografia variegata e complessa.

10) Chiesa di Santo Stefano
Nella chiesa di Santo Stefano si possono ammirare importanti opere, quali l'affresco a calotta col Martirio di Santo Stefano, il graffito alla base dell'altare con la Deposizione di Cristo, la base musiva dello stesso, le vetrate e il rosone in facciata, nel luogo per cui esse sono state ideate e realizzate. Sono esempio della molteplicità dei materiali pensati per un unico contenitore storico, è il contemporaneo che si sposa con l'antico.


Dilvo Lotti: un maestro dell'espressionismo europeo


Dilvo Lotti è uno dei maestri della pittura italiana contemporanea. La sua formazione inizia nel 1930 al Regio Istituto d'Arte di Firenze, al cui interno docenti del calibro di Ojetti, Chiappelli e Parigi cercano di recuperare il modello rinascimentale di "bottega" e formare un artista in grado di esercitare pienamente il mestiere, avendo a disposizione tutti gli strumenti espressivi. Lotti acquisisce quindi una formazione artistica completa a cui aggiunge una personale passione per il grottesco e l'ironico.

Nelle composizioni degli anni giovanili enuncia il suo mondo poetico, nel quale confluiscono la grande tradizione pittorica toscana, e una visione della realtà che ora è favola, mito, narrazione fantastica, leggenda e aspirazione; oppure diventa rito, culto, cerimonia. Numerosi i suoi contatti con artisti e personalità di spicco della Firenze tra le due guerre; tra questi Pietro Parigi, Francesco Chiappelli, Ardengo Soffici, Giovanni Papini, Giorgio La Pira.

Moltissimi i premi e i riconoscimenti nazionali riconosciutigli in questi anni, tra cui il prestigioso Premio Panerai (1940). Lotti espone ad importanti rassegne: nel 1941 è alla Galleria di Roma, poi è invitato a alla Biennale di Venezia (1942), alla Quadriennale di Roma e alla Triennale di Milano. Le sue opere entrano in importanti collezioni e musei (Galleria Nazionale d'arte Moderna di Roma e di Palazzo Pitti a Firenze). Nella sua arte credono critici ed intellettuali come Soffici e Papini. Dopo la guerra Lotti continua la sua attività tenendo esposizioni in importanti gallerie in Italia e all'estero.

In particolare l'arte sacra ed i temi religiosi acquistano una posizione di assoluto rilievo nel suo lavoro (celebre è il Cristo divino lavoratore, oggi collocato presso la Galleria Pro-civitate Christiana di Assisi). Lotti si confronta con tutte le problematiche religiose e con le loro forme rappresentative (croci, crocifissioni, deposizioni, processioni, annunciazioni, raffigurazioni della Madonna e immagini di Dio); così come continua a misurarsi con opere ad affresco e graffito presso chiese e edifici pubblici e privati (tra cui la Cassa di Risparmio di San Miniato).

Ma senza dimenticare l'attività di pittore su tela ad olio, di incisore e di grafico. Mostrando una fecondità e una creatività straordinaria. Lotti è un uomo del suo tempo e partecipa alla rinascita morale e spirituale della Nazione anche attraverso la sua attività di organizzatore culturale. Nel 1947 è tra i fondatori dell'Istituto del Dramma Popolare di San Miniato, un'istituzione teatrale che mette in scena le opere dei più importanti drammaturghi italiani e stranieri affidandone la direzione a registi come Sthreler, Fabbri, Costa e Squarzina.

Per il teatro della sua città Lotti realizza le xilografie per i manifesti, ispirati ai testi dei maggiori scrittori contemporanei, tra cui il nobel Elie Wiesel e lo stesso papa Karol Woytyla. Su di lui hanno scritto critici come Soffici, Papini, Parronchi, Baldacci, Pedretti e Paolucci. Dilvo Lotti ha da poco compiuto novantadue anni e continua a dipingere. Possiede forza e immediatezza, grazia e grande capacità evocativa.

E' dotato di straordinaria fantasia e un'immaginazione colorata e viva. Il suo motto è "Io andrei". Per questo ha sicuramente ragione Carlo Pedretti, quando dice che quella di Lotti è una pittura da ascoltare come una sinfonia.


Nota biografica

Dilvo Lotti, uno dei maestri della pittura italiana ha oggi novantadue anni e continua con l'amore e con la dedizione di sempre il suo lavoro d'artista. Nell'ampio e luminoso studio dell'abitazione, a San Miniato, in Toscana, il paese natale che non ha mai voluto lasciare, dipinge nature morte, composizioni varie, ritratti, paesaggi.

Non solo. Nella pittura di Lotti si nota una costante attenzione verso i grandi avvenimenti della nostra epoca. L'interesse per i fatti della cronaca che diventano storia è ricorrente nel suo lavoro. Sulla linea tematica del pittore osservatore del mondo e dei suoi accadimenti, adesso con la solennità del caso, adesso con l'ironia che gli è propria, si inseriscono i lavori come Deposizione in città (1944), Case Pellicini distrutte dalla guerra (1945), ma anche La fuga in Egitto dove la Sacra Famiglia ha come mezzo di trasporto la "Vespa".

E ancora opere come Dejeuner in Piazza San Marco, La nube di Chernobyl, o le composizioni nate in seguito alla riflessione dell'attentato alle Twin Towers, o dello Tsunami, che nei suoi quadri assume l'aspetto di un gigantesco mostro dinanzi al quale il piccolo essere umano scompare, sopraffatto da una simile forza della natura.

Sul finire degli anni Venti del Novecento, Dilvo Lotti si iscrive al Regio Istituto d'Arte di Firenze. In quegli anni in Italia era in corso un intenso dibattito sull'insegnamento artistico e l'Istituto Fiorentino, con il presidente Ugo Ojetti, puntava sul recupero del modello rinascimentale di bottega, prendendo le distanze dal concetto ottocentesco di artigiano, per formare un artista in grado di esercitare il mestiere.

L'Istituto era, in quegli anni, una scuola-laboratorio dove il lavoro di insegnanti – artisti come Libero Andreotti, Gianni Vagnetti, Francesco Chiappelli, Pietro Parigi e tanti altri, consentiva agli studenti più dotati di raggiungere una formazione artistica completa.

I dipinti che Lotti realizza negli anni Trenta sono caratterizzati dalla visione di una realtà pervasa da un clima che sa ora di favola, ora di rito, sempre come manifestazione improvvisa, quasi apparizioni da lampo temporalesco e notturno, personaggi messi in posa per essere fotografati di notte, illuminati dal bagliore improvviso del magnesio, è il caso del dipinto raffigurante la grande scena del "Cristo deriso" eseguito nel 1935.

Nelle composizioni di questi anni Lotti enuncia il suo mondo poetico nel quale confluiscono la grande tradizione pittorica toscana e la ricerca contemporanea. La sua statura artistica si rivela con l'assegnazione del Premio Panerai (1940) organizzato dalla Accademia Arti del Disegno di Firenze, che lo vide vincitore con l'opera "Natura morta con bambino".

Lotti, sempre presente alle esposizioni con i suoi quadri, non passava inosservata – La crudità del colore, certa spettralità di bianchi e di neri, certa acidità di gialli, di verdi, di rossi, …- scrive Ardengo Soffici intorno all'arte del giovane Dilvo. Così di mostra in mostra, negli anni Trenta, espone ad importanti rassegne come il premio Bergamo e il premio Cremona; memorabile è la personale di sessanta opere tenuta nel 1941 alla Galleria di Roma presentato in catalogo da Soffici.

Lotti è invitato a partecipare a varie edizioni della Biennale di Venezia che nel 1942 gli dedicherà una mostra personale all'interno del Padiglione Italia; espone alla Quadriennale di Roma e alla Triennale di Milano, e infine giunge la nomina per "chiara fama" alla Scuola d'Arte di Velletri.

Le opere di Dilvo Lotti entrano così a far parte di importanti collezioni come la Feroldi, la Ferragamo, e in musei come la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, gli Uffizi e Palazzo Pitti a Firenze.

Dopo la guerra continua la sua brillante attività tenendo esposizioni personali in importanti gallerie in Italia e all'estero: alla Barbaroux di Milano, alla Alibert a Roma, poi a Genova, a Venezia, a Londra (1962), a Biarritz (1971), a Hildesheim (1995).

L'Arte Sacra occupa una posizione importante nel lavoro di Dilvo Lotti. Non a caso il maestro si è confrontato con tutti i temi e i valori religiosi classici e le forme rappresentative (croci, crocifissioni, deposizioni, processioni, annunciazione, rappresentazioni di Gesù e della Madonna, anche immagini di Dio, della carità, della pietà e così via).

In aggiunta Lotti sa cogliere anche il senso del sacro che è presente nella quotidianità della vita e questo lo porta a realizzare veri capolavori quali "La processione degli scalzi coronati" (1946) nella Galleria d'Arte Moderna di Firenze e "Gesù Divino lavoratore" nella Galleria della Pro-Civitate di Assisi.

Un maestro della pittura italiana quale è Dilvo Lotti non poteva ignorare anche la tecnica dell'affresco. Dal 1935 al 1985 si dedica a vaste opere ad affresco e graffito presso chiese e edifici pubblici e privati tra i quali ricordiamo la parete del Santuario di Cigoli, il Duomo di Pontedera, l'abside della Chiesa dei Cavalieri del Tau ad Altopascio, la Chiesa di Gesù Divino Lavoratore al Campaccio a Prato, la Casa della Lituania a Bardi (Parma), la Chiesa di Santa Marcella a Roma, la Sala del Consiglio della Cassa di Risparmio a San Miniato e molte altre.

Un capitolo a parte merita poi il Teatro. Nel 1947 Dilvo Lotti è tra i fondatori dell'Istituto del Dramma Popolare; manifestazione che ha registrato negli anni la partecipazione dei più importanti autori internazionali, registi italiani ed esteri.

Per l'Istituto del Dramma, Lotti, oltre a realizzare le scenografie e i costumi per diverse rappresentazioni, esegue le incisioni per i manifesti, ispirati, anno dopo anno, dai testi dei maggiori scrittori contemporanei rappresentati a San Miniato come Thomas S. Eliot, Mario Luzi, Elie Wiesel, Karol Wojtyla.

Ancora nel 1950 è invitato al premio Carnegie a Pittsburg, e nel 1957 Lotti è il vincitore del Concorso Internazionale bandito dalla Pontificia Commissione d'Arte Sacra con l'opera "Gesù Divino Lavoratore", opera che si trova ad Assisi. Nel 1968 realizza il "Crocifisso" per la Chiesa dell'Autostrada del Sole (Firenze). A Firenze, la città che lo ha formato, l'Accademia delle Arti del Disegno gli dedica esposizioni antologiche nel 1955, nel 1973 e nel 1991.

E poi c'è Dilvo Lotti illustratore, con le incisioni e disegni per i testi più vari; e ancora un Lotti romanziere, storico e narratore. C'è insomma anche un artista che entra efficacemente anche in rapporto con la scrittura e che lascia per un attimo gli attrezzi del mestiere che gli è più congeniale. Anche di questo Lotti racconta la straordinaria mostra che il Sistema Museale di San Miniato gli ha dedicato.


Dove:
Sistema museale di San Miniato (PI):
- Museo Diocesano
- Via Angelica
- Conservatorio di S. Chiara
- Rocca Federiciana
- Oratorio del Loretino
- Accademia degli Euteleti
Periodo:
dal 15/07/2006
al 17/12/2006
Orari:
diversi a seconda delle sedi; si consiglia di chiamare per dettagli
Info:
tel. 0571-406700
www.comune.san-miniato.pi.it
Biglietti:
intero € 5,00
ridotto da € 2,00 a € 3,50 gratuito per i visitatori under 14 e over 65
Include la visita di tutti i poli del sistema museale di San Miniato
Visite guidate:
per max. 25 partecipanti:
€ 50,00 per gruppi
€ 40,00 per scolaresche
€ 100,00 in lingua straniera
Curatori:
Luca Macchi
Catalogo:
Felici editore, 2006
a cura di Luca Macchi
pp 120, € 20,00





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