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Roberto Lemmi. Nel segno di
Diana. Gli animali selvatici, i cani, la caccia attraverso le
opere di un testimone del '900
In occasione delle celebrazioni del centenario della rivista
'Diana', la Limonaia di Palazzo Medici Riccardi a Firenze ospita
80 opere del pittore e illustratore Roberto Lemmi che rappresentano
realtà naturalistiche, cinofile, venatorie e sociali, del
periodo fra il 1940 e il 1970
Dal 2 al 24 settembre sarà possibile visitare nella Limonaia
di Palazzo Medici Riccardi la mostra del pittore e illustratore
Roberto Lemmi "Nel
segno di Diana. Gli animali selvatici, i cani, la caccia attraverso
le opere di un testimone del '900". Si tratta di 80 opere che
rappresentano realtà naturalistiche, cinofile, venatorie
e sociali, nel periodo fra il 1940 e il 1970, corredate da un supporto
documentale storico/artistico attinente al periodo.
La mostra si propone di valorizzare l'attività venatoria
sotto il profilo artistico e culturale attraverso il lavoro di un
pittore animalier fra i più significativi del '900, che legò
il suo nome a "Diana", la più importante rivista
cinegetica italiana, viva e presente sulla scena editoriale per
un intero secolo.
Inserita nel contesto delle celebrazioni per il Centenario della
rivista Diana, promosso dall'Editoriale Olimpia in collaborazione
con la Provincia di Firenze e la Federazione Italiana della Caccia,
la mostra mira ad indagare le ricerche artistiche che hanno animato
gli interessi di Roberto Lemmi, artista, illustratore e naturalista
e appassionato cacciatore, con la volontà di approfondire
l'avventura biografica della sua formazione all'Accademia
delle Belle Arti di Firenze fino alle collaborazioni con la rivista
Diana e ai legami importanti con Enrico Vallecchi e altri intellettuali
e pubblicisti dell'epoca.
L'analisi delle opere presentate propone un duplice registro
di lettura che lega l'artista naturalista – cacciatore
nel modo tutto particolare di rappresentare i soggetti, le situazioni
immerse a volte in in clima fantastico dal sapore quasi favolistica.
Una produzione che si caratterizza nella pittura di genere ( cani,
animali selvatici, ambienti naturali, scene di caccia) arricchita
però da spunti fumettistici ed elementi che evidenziano le
qualità dell'artista come illustratore versatile ed
ispirato.
Nota Biografica
Roberto Lemmi nasce a Firenze nel 1901. Appassionato naturalista
e cultore dell'arte di Diana, fin da giovane mette in evidenza
il suo talento di illustratore. Nei primi anni '20 frequenta l'Accademia
d'Arte a Firenze e perfeziona le sue tecniche che lo portano
a collaborare con le più importanti case editrici cittadine.
Nel 1936 incontra l'editore Enrico Vallecchi che lo incarica di
realizzare una copertina per la rivista Diana da lui diretta. Ha
inizio una collaborazione che andrà avanti per oltre trent'anni,
fino al 1971, anno della sua scomparsa.
Vero e proprio cacciatore di immagini, Lemmi fu in grado di tradurre
emozioni e situazioni, realizzando, in bianco nero o a colori, tavole
di infinita suggestione.
Realizzò una serie infinita di copertine per "Diana",
illustrò racconti, manuali, romanzi, si cimentò nel
fumetto – fu uno degli illustratori de "Il Giustiziere
mascherato" – nel bozzetto caricaturale come nella pubblicità,
acquistando notorietà nazionale e internazionale. Naturalista
con sentimento, approfondì anche gli aspetti etologici e
scientifici degli animali che descrisse, confrontandosi con i maggiori
ricercatori dell'epoca.
Progettò e dipinse sfondi di grandi diorami realizzati dal
Laboratorio di Zoologia Applicata di Bologna, per il quale dipinse
un'intera sala dedicata agli aspetti ecologici e zoologici
del Parco Nazionale d'Abruzzo. Creò numerose serie
di litografie e di cartoline a soggetto naturalistico, che furono
diffuse in tutto il mondo a testimonianza di un'attività
scientifica collegata alle migrazioni degli uccelli.
Le sue raffigurazioni sono vere, i suoi animali sono vivi, i suoi
personaggi parlano, gli ambienti sono rappresentati fedelmente.
Scrupoloso e documentato come un miniaturista, nel rigoroso realismo,
nella fedeltà del colore e delle forme, ma anche con la pennellata
disinvolta e toscanissima del macchiaiolo, riuscì a infondere
nelle sue opere un afflato di poesia e di sentimento che le rese
particolarmente preziose e gradevoli.
Diana. Cent'anni di caccia
Nel 2006 Diana celebra i suoi cento anni di pubblicazioni. È
l'unico periodico attualmente in edicola che può vantare
un primato così prestigioso. Nel corso della sua vita, la
rivista ha rappresentato e indubbiamente rappresenta un punto di
riferimento di primaria importanza per il mondo della caccia e per
l'editoria specializzata.
Grazie ai suoi successi, accanto alla rivista sono nate diverse
e importanti iniziative editoriali che hanno favorito la costituzione
di una Casa editrice – l'Editoriale Olimpia –
che dal 1940 è leader nell'editoria del tempo libero
e delle attività all'aria aperta.
Diana nasce nel 1906 per l'interesse di un appassionato naturalista,
Arturo Renault, gentiluomo italo-francese, trasferitosi in Toscana
al seguito dei Savoia. Con una periodicità consona alle esigenze
e alle possibilità imprenditoriali e commerciali dell'epoca,
acquisisce a mano a mano una connotazione e una identità
nazionale.
Nel 1930 viene rilevata da Enrico Vallecchi, che ne fa prima un
mensile, poi un quindicinale di successo. Per qualche anno –
a cavallo fra gli anni Trenta e Quaranta – è anche
Organo Ufficiale della Federazione dei Cacciatori, che aderisce
al Coni.
Nel dopoguerra consolida il rapporto di collaborazione con le Associazioni
Venatorie, in particolare con la Federazione Italiana della Caccia,
pubblicando note, reportage e inserti speciali, in concomitanza
con la realizzazione editoriale da parte di Ed. Olimpia dell'Organo
Ufficiale della Federazione ("Il Cacciatore Italiano").
Vallecchi la dirige fino al 1990. Gli succede Giuliano Incerpi.
Dal 2003 è diretta da Renato Cacciapuoti.
Oggi la rivista è una delle realtà più vive
e importanti nel mondo della caccia. Si costituisce come punto di
riferimento ideale per tutti coloro che si dedicano con passione
a questa attività, ed è considerata fra le voci più
autorevoli sia per i suoi contenuti di politica venatoria, sia per
gli alti valori tecnici, culturali, storici e letterari che rappresenta
e diffonde.
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Dove: Limonaia
di Palazzo Medici Riccardi, Firenze |
Periodo:
dal 02/09/2006
al 24/09/2006 |
Orari:
tutti i giorni 9.00-19.00
chiuso il mercoledì |
Info: tel.
055-2760340
www.provincia.firenze.it |
Catalogo:
Ed. Olimpia 2006
EAN: 9788825301335
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